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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Ombre Corte pubblicati nella collana Cartografie
Prossime uscite della collana Cartografie
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- 9788869483417 Il caldo non è uguale per tutti. Storie e dati dal pianeta
- 9788869483400 Antispecismo intersezionale rapporti tra umano e non umano
- 9788869483363 Cura pirata pratiche contro la criminalizzazione...
- 9788869483332 Canta Palestina l'inconscio di fronte al massacro...
Lavoro d'amore-amore come lavoro. La nascita del lavoro domestico nel capitalismo Bock Gisela Duden Barbara Rodeschini S. (Cur.) - Ombre Corte, 2024 - Cartografie
A partire dagli anni Settanta, il dibattito femminista ha posto il lavoro domestico al centro dell'analisi della subordinazione delle donne e della loro liberazione. In questo testo, Gisela Bock e Barbara Duden ne tracciano l'origine per mostrarne i legami con lo sviluppo industriale: il lavoro domestico come lavoro non pagato della casalinga non è quanto di più antico caratterizza la subordinazione femminile, né un relitto di un'epoca precedente in procinto di essere abbandonato, ma una forma specifica di sfruttamento connessa ai processi di valorizzazione del capitale, che vede i suoi inizi tra il xvii e il xviii secolo per poi svilupparsi negli anni successivi alla rivoluzione industriale. In questo periodo, tutto ciò che lo caratterizza sembra cambiato, compreso l'atteggiamento nei suoi confronti, il suo significato socio-economico, la sua relazione con l'ambiente sociale e naturale. Con gli strumenti dell'analisi storica, il saggio indica come sia definitivamente necessario abbandonare l'immagine della donna lavoratrice costruita esclusivamente intorno al lavoro salariato e vedere in modo nuovo ciò che le donne sono chiamate a fare "per amore" dei propri famigliari: il lavoro domestico gratuito è lavoro e lo si vede bene dal fatto che nasce insieme al lavoro salariato, quale suo pendant nella dimensione della riproduzione.
Hegel e Haiti. Schiavi, filosofi e piantagioni Buck-Morss Susan - Ombre Corte, 2023 - Cartografie
Questo breve saggio si interroga sulla paradossale coesistenza degli ideali dell'Illuminismo nel Settecento con una pratica della schiavitù che non è mai stata concretamente messa in discussione: la libertà, proclamata con forza in Europa era calpestata nelle colonie, dove l'economia si reggeva sul sistema schiavistico. In questo contesto, quando Hegel elabora la dialettica servo-padrone, mostra una cecità tipica dell'epoca o si tratta, al contrario, di un tentativo di denuncia di questo stato di cose? In una successione di punti, e dopo una breve digressione sul contesto storico e filosofico, Susan Buck-Morss avanza l'ipotesi secondo cui Hegel è riuscito a spostare un discorso filosofico, astratto, verso una opposizione dialettica ispirata e inscritta nella realtà. Secondo l'autrice, Hegel ha davvero portato la filosofia della libertà fuori dalla sfera teorica; ha reso il razionale reale. Se il suo periodo berlinese lo riportò verso un conservatorismo che successivamente ha potuto giustificare molte teorie eurocentriche, e nonostante un razzismo culturale permanente, Hegel sembra non di meno aver avuto un momento di lucidità di cui qui Buck-Morss sottolinea la portata nell'elaborazione di un progetto di libertà universale.