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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Arbor Sapientiae Editore pubblicati nella collana Medievalia

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  • 9788894911572 Morris Fuller Benton e l'avvento della tipografia moderna
  • 9788878019911 Cento e un ragionamenti
  • 9788868772949 Una scommessa per amore
  • 9788866569237 Leo e Ralph. Storia di un'amicizia spaziale
LIBRO   9788894820683

Demetrio Cidone. Ritratto di un intellettuale bizantino Cariello Nicola   -  Arbor Sapientiae Editore, 2019  -  Medievalia

Segretario di tre imperatori di Bisanzio, diplomatico, teologo, scrittore, traduttore ed insegnante, Demetrio Cidone - poco noto al grande pubblico ma oggetto di appassionate indagini da parte degli studiosi negli ultimi due secoli - riempie, con la sua attività e le sue opere, quasi per intero il XIV secolo. La sua figura appartiene allo stesso tempo sia al mondo bizantino che a quello latino perché fu tra i primi a diffondere la cultura latina in Oriente e quella greca in Occidente. Tutte le sue energie furono spese nel corso dell'intera esistenza per salvare la patria, gravemente minacciata dall'avanzata turca: per questo volse il suo sguardo soprattutto verso l'Italia, dove soggiornò più volte, consapevole del fatto che solo il papato sarebbe stato in grado di coordinare un intervento bellico efficace. In particolare, però, era attratto dalla cultura latina e fu tra i primi traduttori di Tommaso d'Aquino in lingua greca, per cui la sua fama in campo letterario si diffuse anche da noi. Coluccio Salutati, in uno scritto a lui indirizzato, lo salutava "vir omnis eruditionis et scientiae". Nell'intento di superare anche le distanze religiose che da secoli, come un relitto storico, dividevano la cristianità Demetrio Cidone si convertì al cattolicesimo e fu un convinto seguace del vescovo Barlaam Calabro, favorevole alla riunificazione delle Chiese ortodosse a quella cattolica, nonostante la dottrina ufficiale bizantina fondasse le sue basi sulle teorie del monaco Gregorio Palamas, mistico e anti occidentale. L'autrice di questo saggio biografico, Margarita Polyakovskaya, a proposito dell'epistolario di Demetrio Cidone, composto di circa 450 lettere, nota: "Sembra il diario di una persona di cultura sull'agonia di un impero, ma dobbiamo riconoscergli il coraggio civile e umano di aver chiamato con il loro nome tutte le disgrazie di uno Stato". La complessa personalità di Demetrio Cidone si colloca nella ristretta cerchia degli intellettuali bizantini che amaramente presero coscienza del fatto che stava approssimandosi la fine di un'epoca e se la sua concezione ottimistica dell'attività intellettuale sembra da ricondurre ad una visione preumanistica, la soluzione teleologica in campo filosofico denuncia invece un'idea del mondo ancora medievale. Aveva comunque un preciso concetto del fine dell'esistenza umana: "Chi non si dedica prima di tutto alla ricerca della verità non è degno del nome di uomo". Ponte fra passato e presente e tra Oriente ed Occidente, Demetrio Cidone pare perciò il simbolo di quegli intellettuali bizantini che giustamente nel suo pregevole libro - la cui versione italiana appare qui per la prima volta - Margarita Polyakovskaya definisce "mediatori culturali tra il mondo greco-romano e quello contemporaneo". Un'operazione, quella di scoprire o fissare legami tra culture diverse nel tempo e nello spazio, che in generale dovrebbe costituire l'obiettivo di ogni studioso di buona volontà

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LIBRO   9788831341929

ll governo rivoluzionario di Tessalonica 1342-1350. Studi e documenti Cariello Nicola   -  Arbor Sapientiae Editore, 2022  -  Medievalia

All'indomani della morte prematura dell'imperatore di Bisanzio Andronico III nel 1341 si produsse, in senso alla società bizantina, una grave frattura. Apparentemente fu dovuta alla formazione di due partiti, l'uno favorevole ad attribuire la reggenza provvisoria del governo, per conto del minore Giovanni V Paleologo, all'imperatrice madre Anna di Savoia e ai suoi collaboratori, il patriarca Giovanni Caleca e l'eparca Alessio Apocauco. Mentre il partito avverso sosteneva la candidatura alla reggenza del generale Giovanni VI Cantacuzeno. In realtà, dietro l'aspirazione alla reggenza del potere imperiale, si stavano manifestando tutte le contraddizioni di una società che attraversava una crisi profonda, nella quale confluivano aspetti politici, sociali, religiosi ed economici.In particolare, la crisi si palesò in tutta la sua virulenza a Tessalonica, città che più delle altre presentava dei contrasti evidenti: alquanto florida grazie al traffico commerciale, sicura di potersi autogestire finanziariamente come era avvenuto in passato quando era stata un regno indipendente, ma allo stesso tempo sede di una popolazione turbolenta e gestita da un piccolo gruppo di famiglie che detenevano effettivamente la ricchezza ed il potere. Per alcuni anni Tessalonica, ribellandosi al governo dello Stato (in realtà, però, un rappresentante di Costantinopoli fu sempre presente tra gli arconti che reggevano la città) si proclamò indipendente e seguì una sua politica. La scarsità delle fonti ed il loro atteggiamento fazioso hanno reso difficoltosa la ricostruzione degli avvenimenti, per cui molti studiosi hanno avanzato ipotesi che spesso andrebbero verificate. In questo saggio si è cercato di offrire una sintesi dell'argomento. Inoltre, in appendice ad ogni capitolo sono riportati documenti che presentano punti di vista diversi sulle varie questioni attinenti al tema onde coglierne, almeno in parte, la complessità.

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disp. incerta
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LIBRO   9788897805373

Cronaca di Psamatia. Vita di Eutimio il Sincello. Anonimo di Bisanzio Cariello N. (Cur.)   -  Arbor Sapientiae Editore, 2015  -  Medievalia

Nel 1874 l'archeologo tedesco Gustav Hirschfeld acquistò in Turchia un antico manoscritto greco proveniente dai resti di una biblioteca monastica già esistente in un isolotto del lago di Egirdir, nell'antica regione della Pisidia, oggi provincia di Isparta. L'opera era molto lacunosa; dei 76 fogli ed un piccolo frammento rimasti, 70 contenevano un testo fino allora sconosciuto. L'anonimo manoscritto, conservato a Berlino (Berol. gr. n. 55) venne tradotto in tedesco e pubblicato da Carl De Boor nel 1888 con il titolo di "Vita Euthymii, ein Anecdoton zur Geschichte Leo's des Weisen". Nel corso della seconda guerra mondiale, poi, il manoscritto scomparve.

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