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- 9791280223647 Gli accidenti geografici
- 9791255071235 Code
- 9791254802892 La guerra dei rifiuti. L'incredibile seconda vita dei...
- 9788894911572 Morris Fuller Benton e l'avvento della tipografia moderna
- 9788878019911 Cento e un ragionamenti
- 9788868772949 Una scommessa per amore
- 9788866569237 Leo e Ralph. Storia di un'amicizia spaziale
O cattolici col papa o barbari col socialismo. L'antisocialismo in Italia (1849-1899) Carletti Gabriele - Guida, 2019 - Castore E Polluce
Ricomposta la frattura operata dalla Rivoluzione francese, la Chiesa ritiene che nessun atto debba più essere omesso per la sua salvaguardia e per combattere e reprimere ogni manifestazione del pensiero moderno. L'accentramento politico e dottrinale di Pio IX, prima, e di Leone XIII, poi, non fa che irrigidire l'atteggiamento della Chiesa verso la modernità e sancirne in maniera inequivocabile l'assoluta incompatibilità. Soprattutto contro il socialismo e il comunismo essa conduce una battaglia aspra e violenta, alimentata dal timore di perdere la propria leadership all'interno del Paese. Duri attacchi sono mossi non solo dai rappresentanti dell'intransigentismo cattolico, ma anche da esponenti del cattolicesimo transigente. Ogni contrapposizione tra temporalisti e sostenitori della rinuncia del potere temporale del papa, ogni disputa dottrinale tra tomisti e rosminiani, ogni divisione tra oppositori e fautori della conciliazione tra Stato e Chiesa sembrano scomparire di fronte a quella che viene ormai considerata l'ultima "perversione" della modernità, il nuovo nemico, esterno, la cui minaccia è tale da indurre tutti, indistintamente, a unire le proprie forze per combatterlo. L'atteggiamento antisocialista diviene così, nella seconda metà dell'Ottocento, il punto di coagulo dell'azione dei cattolici, caratterizzata da una critica sempre più virulenta nei confronti del socialismo e di una, invece, sempre più stemperata verso il sistema capitalistico.
Teoria e storia delle forme di governo. Vol. 1: Da Erodoto a Polibio Carini Carlo - Guida, 2017 - Castore E Polluce
In un panorama già ricco di sistemi politici funzionanti, fu lo storico greco Erodoto a formulare la prima teoria delle forme di governo con il celebre lógos sulla democrazia, l'oligarchia, la monarchia, poi ripreso e sviluppato dai grandi filosofi dell'antichità, lungo una riflessione che da Socrate a Platone ad Aristotele a Polibio, ovvero dal V al II secolo a.C., ha costituito il punto nevralgico, si può dire fino ai nostri giorni, di ogni discorso compiuto sulla politica e sul potere. La lettura dei testi antichi, anche di quelli meno frequentati dalla storiografia del pensiero politico, ci consente di cogliere le tante varianti di questa dottrina apparentemente semplice, articolata nella definizione del governo di uno, di pochi, di tutti. In realtà, la complessità del tema di quale sia il governo migliore è resa subito evidente dal nesso organico - come emerge dal particolare approccio seguito in questo volume - con le istituzioni della pólis, con la società in generale, con gli avvenimenti che la storia presenta di continuo, modificando assetti di dominio, rapporti di produzione, orientamenti culturali.
Teoria e storia delle forme di governo. Vol. 2: Da Cicerone a Machiavelli Carini Carlo - Guida, 2023 - Castore E Polluce
Nella teoria delle forme di governo, la figura di Cicerone occupa un posto di primissimo piano, perché l'ambizione del grande oratore non è solo di porsi al livello dei grandi filosofi del passato, ma di sviluppare l'impostazione pragmatica e filodemocratica di Polibio mettendo il concetto di "res publica" al centro di un discorso politico nuovo. Se il governo misto repubblicano serve a ribadire l'importanza che a Roma venga mantenuto il sistema costituzionalmente bilanciato delle origini, una forma di potere in espansione aperta ai cambiamenti e a vocazione imperiale deve usare tutta l'accortezza per impedire che autoritarismo e tirannide finiscano per travolgere libertà e tradizioni patrie. Sul filo e a stretto contatto con gli avvenimenti, sono ancora una volta gli storici a dare impulso alla dottrina fondata da Erodoto: dallo stesso Cesare a Sallustio a Dio-doro Siculo a Dionigi di Alicarnasso fino a Livio e a Tacito, è dal loro "laboratorio" che viene il contributo maggiore sia per comprendere i fatti del loro tempo sia per individuare i diversi fili conduttori che dal mondo romano, dopo la caduta della Repubblica e dell'impero, traversando la crisi di sovranità del Medioevo, spingono l'Europa, con l'Umanesimo e Machiavelli, verso la modernità.