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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Silvana pubblicati nella collana Arte
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- 9791257450342 Pigpen. Vol. 5
- 9788867534838 Fermento
- 9788866976455 Hitler
Maria Luigia Gioffrè. Memoria di un giardino-Memory of a garden. Ediz. illustrata Caramia S. (Cur.) Centrone G. (Cur.) - Silvana, 2020 - Arte
È vivida l'immagine dell'apocalisse, evocata non in chiave biblica, ma come possibile stato di distruzione-azzeramento, che si manifesta attraverso la presenza della terra brulla: una terra abusata, desolata, ma anche stratificata di senso. Da qui la scelta di un campo arato non-fertile, desertificato, su cui poggiano rami secchi e vasi vuoti. È lo sfondo della ricerca umana; di una ricerca primordiale, che si esprime con la ritualità di gesti semplici come lavare un atlante, arare il terreno, e che si rivela attraverso la "memoria di un giardino", ovvero nell'esperienza del corpo e nel ricordo di suoni infantili, quasi alle origini dell'esistenza di ognuno, come il pianto di un neonato e la musica di un carillon. (Simona Caramia) Maria Luigia Gioffrè appartiene a quella schiera di artisti pensatori che si interrogano continuamente sul senso e sulle direzioni che prendono le cose nel mondo, ma che non propugna alcuna ideologia e vive piuttosto il suo agire come opposizione poetica al presente. Un'artista che è partita dalla fotografia e che è approdata inevitabilmente alla performance per dare pienezza alla propria esigenza di vivere la drammaturgia nel senso più pieno. Un'artista che tende a sfumare il corpo nelle pratiche performative, che mette al centro l'azione in quanto tale, da lei sentita come un'installazione che respira, come quadro che prende vita, come frammento di arte scenica. (Gaetano Centrone)
Giuseppe Mozzanica. La scultura. Ediz. illustrata Caramel Luciano Marabelli Serena Paola Gasparini Lucia Cimoli A. C. (Cur.) - Silvana, 2017 - Arte
Sottratta a quel cono d'ombra in cui la sua intima coerenza e il riserbo del suo protagonista rischiavano di relegarla, la vicenda artistica dello scultore meratese Giuseppe Mozzanica (1892-1983) viene qui raccontata per la prima volta. L'amore intransigente per la realtà, lo studio accanito della natura, la fedeltà totale al vero ne costituiscono le note salienti: una vera e propria fede, oltre che un modo di guardare. Dagli studi all'Accademia di Brera sotto la guida di Giuseppe Graziosi, all'affermazione in ambito locale come partecipe cantore della Grande Guerra e sensibile ritrattista, fino al riconoscimento ottenuto con la scelta di due opere - il "Calciatore" e il "Vogatore" - al concorso per lo Stadio dei Marmi di Roma, Mozzanica non deflette mai dalla propria fede in un bello di ispirazione classica. Studio anatomico, proporzione, armonia sono le sue parole d'ordine, applicate alla realtà popolaresca di una Lombardia ancora in parte rurale. A partire dalla collezione di lastre e stampe fotografiche, testimonianza di un metodo ma anche straordinario documento di storia sociale, il fondo Mozzanica racconta una vicenda appartata e coraggiosa, tutta al di qua delle avanguardie. I monumenti ai caduti disseminati in molti comuni lombardi, le opere funebri - di cui la città di Lecco, in particolare, è ricchissima - e poi i marmi, i bronzi, i gessi, conservati nella gipsoteca e nel polo museale di Pagnano (Merate), vengono presentati nei saggi di Luciano Caramel, Lucia Gasparini e Serena Paola Marabelli e offerti allo sguardo nelle fotografie di Alberto Lagomaggiore.