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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Giacche Edizioni pubblicati nella collana Comunitas Spedie
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- 9791281917453 Per riprendere e perdere fiato
- 9791220065016 Il viaggio di Sofia. Una biografia prenatale in forma di fiaba
- 9788898030538 Monogrammi
- 9788892251731 Di giorno in giorno
- 9788885534292 Gli acrobati
- 9788884214386 Alice nel paese delle meraviglie
- 9788869714658 Freccia verde. Variant
- 9788869714610 Freccia verde
- 9788867908622 GreenWood. Vol. 5: Il segreto del lago
- 9788867671762 Schioppettino
San Bartolomeo delle Cento Chiavi. Alle origini del borgo di Pitelli Secoli Linda - Giacché Edizioni, 2022 - Comunitas Spedie
A San Bartolomeo, di cui oggi resta l'intitolazione del Viale omonimo, era dedicata nel medioevo una Chiesa posta «sullo scoglio alla Marina», fulcro di una nutrita comunità rurale che contava anche un Ospitale e uno scalo marittimo oltre a «li bagni di Pitelli», fonti termali sulfuree censite in più di una mappa storica. L'antico insediamento costiero di Centum Claves, la cui storia è saldamente intrecciata con quella di Pitelli, fu gradualmente abbandonato a partire dal Cinquecento perché «non sicuro dai corsari» e due secoli dopo risultava avere ancora la Chiesa «circondata da muraglie antiche formate con calcina e pozzolana di larghezza palmi 4 circa (...); in una muraglia vecchia verso il Monte di detta Chiesa vi erano immagini antiche dipinte (...) e vi era una muraglia antica più grossa assai delle sopradette, e vi trovarono delle ossa sotto la terra di detta piazza». Questo studio, basato principalmente su materiali d'archivio inediti, ci restituisce il volto del levante spezzino prima degli insediamenti militari e della cantieristica, consentendo, ad esempio, la lettura del paesaggio da San Cipriano a Muggiano con la linea di costa originaria, gli abitati, i canali, la natura del terreno «scosceso, lamoso o paludoso», e del coltivato «vignato, seminativo, boschivo o a oliveto». Il libro si chiude con una cronologia dettagliata della storia di Pitelli a partire dal 1138, data del documento più antico in cui compare il toponimo, fino all'epoca napoleonica.
La Spezia medievale. Spazi pubblici, contrade e dimore signorili: la vita nel borgo murato tra Tre e Cinquecento Cascarini Luisa Lercari A. (Cur.) - Giacché Edizioni, 2025 - Comunitas Spedie
Uno studio denso di contenuti inediti che ci consegna un'immagine del borgo murato, tra Tre e Cinquecento, economicamente vivace e strettamente connesso al vasto territorio agricolo circostante, nonché centro di controllo politico e militare del Golfo, alle cui vicende storiche è dedicata un'ampia sezione che ci riporta al clima dei tempi delle congiure e delle lotte di fazione, epoca in cui La Spezia ebbe un ruolo strategico nei rapporti con Genova. Un borgo capace di attrarre maestranze artigiane, professionisti e personalità politiche e militari e dove fervono molte attività: dai macelli, ai forni, alla produzione dell'olio, dalle botteghe degli speziali, ai venditori di stoffe e produttori di seta, dai cuoiai, materassai, berrettai, ai marmorari, orefici, argentieri, ecc. La Spezia di fine Quattrocento è una piazza mercantile di rilievo in cui operano procuratori di stati esteri e dove il commercio tocca molti variegati generi, tra cui quello, molto fiorente anche a Genova, del mercato degli schiavi. Un volume frutto della ricerca su fonti archivistiche, molte delle quali inedite, e di un impegnativo esame delle emergenze superstiti nel borgo che subì, a partire dall'Ottocento, pesanti stravolgimenti. L'archeologa Cascarini ha condotto un'attenta schedatura delle testimonianze dell'edilizia civile, con ampia e dettagliata documentazione fotografica e archivistica; dal solenne portale in marmo dei Pogliasca, alle belle murature in opera quadrata genovese, ai pilastri dei loggiati. Molte e di notevole interesse sono le novità, come la descrizione delle vie del borgo percorse da una processione, o i due inventari inediti delle armi del Castello e della Bastia, di fine Quattrocento. È attestato un edificato di pregio, testimoniato dall'esistenza di almeno due domus magnae; si ipotizza inoltre la collocazione della Cittadella, fortezza demolita alla fine del Quattrocento. Il costruito storico prodotto dalla vivace società mercantile spezzina evolve col mutare delle consuetudini abitative; le schiere medievali vengono accorpate a costituire palazzi dal tipico vano-scala genovese, creando una Spezia dai bei palazzi, tanto da avere, nel Cinquecento, un sistema simile a quello dei "Rolli" di Genova.