Libri di Cal
Bibliografia di Cal: tutti i libri in vendita online editi da Priuli Verlucca pubblicati nella collana I Licheni
Il ragazzo di Buia. Appunti di un alpinista Ursella Angelo Zandonella Callegher B. (Cur.) Zandonella Callegher I. (Cur.) - Priuli & Verlucca, 2001 - I Licheni
Nel luglio del 1969 compare sulla Rivista Mensile del Cai una lettera-appello a firma del socio Angelo Ursella: ventiduenne, friulano di Buia, alla spasmodica ricerca di amici e compagni di cordata. L'intervento suscita molta curiosità poiché Ursella non è uno sprovveduto. In due anni ha infatti percorso, perlopiù in solitaria, alcune delle vie più impegnative delle Dolomiti. Un grande alpinista, dunque, dotato di una forza di volontà fuori dal comune; ma anche un ragazzo disperatamente solo, timido e schivo. Sono testimoni di questa condizione esistenziale le pagine del suo diario, raccolte da Beppe e Italo Zandonella Callegher. Accanto al resoconto asciutto e fedele delle avventure alpinistiche, compaiono intense annotazioni che rivelano il tormento dell'anima: «Voglio ritornare a vivere, voglio essere un ragazzo normale».
Stile alpino. Un decennio di scalate Calcagno Gianni Schenone M. (Cur.) - Priuli & Verlucca, 2001 - I Licheni
A dieci anni dalla scomparsa di Gianni Calcagno in Alaska, viene alla luce questa raccolta autobiografica dedicata alle scalate compiute negli anni Settanta. Il volume regala ai lettori il racconto appassionato, a tratti sofferto come una confessione, della fase decisiva della sua carriera. Gli anni in cui Calcagno, che da padre di famiglia ha scelto di rimanere dilettante a oltranza, compie il salto dalle più dure vie delle Alpi alle grandi pareti centroasiatiche. Dopo il fallimento dell'Annapurna, nel 1975 sul Tirich Mir in Hindukush, sperimenta con successo lo "stile alpino", tecnica di spedizione superleggera allora all'avanguardia.
Addio alle crode Salvadori Mario Zandonella Callegher I. (Cur.) - Priuli & Verlucca, 2017 - I Licheni
Dopo un'intensa carriera negli Stati Uniti dove era si era trasferito a causa della sua ostilità al fascismo, nel 1978 lo scienziato Mario Salvadori torna in patria. Rivive sei estati dolomitiche di mezzo secolo prima. Riaffiorano così l'iniziazione all'arrampicata, i progressi compiuti da autodidatta e contro il veto dei genitori, l'amicizia con i "mostri sacri" Severino Casara, Antonio Berti e il fuoriclasse Emilio Comici, il distintivo del Club Alpino Accademico, fino alla caduta dell'estate 1932 da cui si salva per miracolo. Nell'appendice "Gli alpinisti di via Panisperna" Gianni Battimelli svela la passione per la montagna che, tra le due guerre, accomunava gli scienziati romani della cerchia di Enrico Fermi, amici e colleghi di Salvadori.