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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Editori Riuniti University Press pubblicati nella collana Biblioteca
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- 9791255843443 Mito e natura nel mondo classico
- 9791255842309 L'estasi dell'essere
- 9791255213628 Semiramide. La regina di Babilonia
- 9791255213611 La saga nera dei Borgia
- 9791255213604 I medici della morte
- 9791255213574 Gerusalemme anno zero movimenti messianici e identità:
- 9791255213529 Hitler, biografia di un dittatore
- 9791255213512 Il regno di Napoli
- 9791255213475 Cavie umane nei lager nazisti
- 9791255213437 Mafia. Una storia italiana
Rousseau e Marx e altri saggi di critica materialistica Della Volpe Galvano - Editori Riuniti University Press, 2016 - Biblioteca
Dal punto di vista politico Rousseau è stato letto, di volta in volta, come filosofo utopista, vagheggiatore del livellamento delle classi, o come teorico della libertà e dei diritti dell'individuo. Ma la sostanza feconda del messaggio rousseauiano è nell'istanza democratica del "merito personale", nell'esigenza del potenziamento sociale di ogni individuo, con le sue particolari doti e i suoi particolari bisogni. È qui, secondo della Volpe, che va ricercato il vero significato del nesso storico tra Rousseau e Marx, in una riflessione che evidenzia il rapporto tra democrazia, libertà e socialismo. Prefazione di Nicolao Merker.
Il brigantaggio meridionale. Cronaca inedita dell'Unità d'Italia De Jaco Aldo - Editori Riuniti University Press, 2026 - Biblioteca
«Negli anni '60 del secolo scorso nel Mezzogiorno italiano c'era una guerra feroce, senza leggi internazionali da rispettare, senza prigionieri, senza trincee e retrovie. Dei due eserciti quello "vero", con le divise in ordine e gli ufficiali usciti dalla scuola militare di Torino, se ne stava di presidio nei paesi, isolato come fosse nel cuore dell'Africa, fra gente che aveva lingua e costumi incomprensibili e, quasi sempre, un figlio o un fratello fra le montagne a tener testa agli "invasori". Ogni tanto il presidio veniva a sapere di qualche "reazione agraria" di qualche "ribellione borbonica" e accorreva di zona in zona, sulle poche strade conosciute, a reprimere le rivolte. Dai boschi e dalle montagne scendeva allora ad affrontarlo l'esercito silenzioso dei briganti. Nei paesi intanto si rinnovavano qua e là gli incendi dei municipi e degli uffici del catasto, i saccheggi delle case dei "galantuomini", si instauravano effimere amministrazioni che rendevano obbedienza all'esiliato Borbone. Tutto finiva con la restaurazione dei simboli dei Savoia e con la fucilazione in piazza dei briganti presi prigionieri, uomini dai volti chiusi dalle grandi barbe, dai vestiti fatti di pelli. [...] Questa "guerra" durò per circa cinque anni; difficile dire il giorno in cui essa cessò del tutto giacché, naturalmente, non fu firmato alcun armistizio. Si può dire che fini quando nelle selve incendiate e semidistrutte a colpi di cannone non rimasero che poche decine di banditi mentre nelle carceri o a domicilio coatto migliaia di contadini d'Abruzzo, di Puglia, di Terra di Lavoro, di Basilicata, di Calabria, incominciavano a scontare le loro condanne. [...] Lo Stato appena sorto impegnò nella repressione dei "reazionari" metà del suo esercito, circa 120.000 uomini. Il destino del contadino meridionale si delineava ormai nell'alternativa indicata da Francesco Saverio Nitti: o brigante o emigrante». (Dall'introduzione di Aldo De Jaco)