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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Macabor pubblicati nella collana Nuova Luce
Leandro Di Donato e il suo canto mai finito Di Felice V. (Cur.) - Macabor, 2024 - Nuova Luce
Leandro Di Donato, nato a Teramo nel 1956, ha esordito giovanissimo nel 1978, a soli ventidue anni, con Parole dei miei giorni. Un debutto precoce al quale è seguito un lungo silenzio. Ed è così che quasi trent'anni dopo, nel 2006, esce la raccolta Le strade bianche, con la prefazione di Renato Minore. Un libro, questo, che imprime la presa poetica con il sigillo della chiarezza comunicativa e il vigore della testimonianza sociale. E ancora dopo quindici anni, nel 2021, esce Il corpo del vento con all'interno poesie che abbracciano temi intimistici, che colgono l'essenza della relazione affettiva e dell'introspezione esistenzialista, e poesie che rivelano una consonanza collettiva. La denuncia del sopruso, la testimonianza del dolore, l'attenzione verso i più deboli, la salvaguardia di quel senso dell'umano che sembra essere sotto minaccia sono alcuni dei soggetti/oggetti che abitano il volto lirico dei componimenti. L'esito resta comunque una stabilità di fondo, una determinazione che nel corso del tempo ha finito per creare una coesione di sostanza volitiva e, per molti aspetti, intransigente.
«Soglie del detto»". Mito, scrittura e poesia tra ferita e custodia Donati Sergio Daniele - Macabor, 2026 - Nuova Luce
I saggi pubblicati in questo libro non perseguono confronti sistematici né analogie forzate. Non si istituiscono equivalenze: si segue piuttosto il movimento trasversale che percorre epoche e tradizioni, mostrando come il linguaggio si rigeneri precisamente nell'incontro con il limite. La cultura ebraica offre un lessico elettivo per nominare tale dinamica - responsabilità, ascolto, esposizione all'Altro - senza pretendere di esaurirla; il mito greco la disvela nella sua immediatezza primordiale; la poesia del Novecento la conduce a una densità estrema senza decretarne la conclusione. Scopo del lavoro non è erigere una teoria generale del linguaggio, bensì percorrere una costellazione di figure che ne espongono la natura insieme vulnerabile e generativa: Eco e Narciso, Adamo e Orfeo, Tamar e Aronne, Filomela e Celan. Tali figure non compongono un sistema chiuso, ma una configurazione aperta di punti luminosi.