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- 9788877687494 Lettere a Sergio Escobar
Montale tedesco. Giancarlo Scorza traduce Eugenio Montale. Testo tedesco a fronte De Santi G. (Cur.) Schneider A. (Cur.) - Archinto, 2018 - Lettere
Volte in tedesco intorno al 1960, le diciannove composizioni montaliane di questo libro sarebbero dovute apparire nella Biblioteca Minima di Giambattista Vicari, direttore in quegli anni de «Il Caffè», la rivista d'avanguardia e creatività cui Giancarlo Scorza collaborò soprattutto con traduzioni da autori d'area germanica (Robert Musil, Heinrich Boll, Adorno, i Galgenlieder di Christian Morgenstern) tanto quanto francese (Jacques Vaché, Jean Cocteau) o russa (Bachtin), e con rassegne della stampa umoristica mondiale. Tradurre per Scorza equivaleva a muoversi attraverso l'intimo delle cose appropriandosi con discrezione dell'oggetto ma in un processo di ripetizione che fosse originale, nel senso di un avvicinamento progressivo al segreto dei testi. Il che era accaduto nel suo caso con i versi di Paul Celan e di Rilke sui quali aveva lavorato. In particolare da alcuni enunciati delle rilkiane Lettere a un giovane poeta, Scorza aveva potuto derivare un'idea di complessità e pluralità implicanti il ricercare attraverso il difficile. Tradurre era per lui non solo un atto linguistico e emotivo ma anche un sospingersi all'interno delle diverse scritture rifuggendo da ogni gesto meccanico a segno di calarsi in qualcosa di concreto e ugualmente imprevisto. Eugenio Montale tradotto in tedesco da un italiano equivaleva a somministrare o anche solamente lambire nuove immagini cariche di multipli echi, metafisici e fisici come pure esistenziali, ma all'interno di un codice europeo che ne mettesse in luce i valori tonali e le valutazioni rilevanti e ne comprovasse tramite la lingua d'arrivo l'accertata e necessaria contemporaneità.
I bemolli sono blu. Lettere (1884-1918) Debussy Claude Lesure F. (Cur.) - Archinto, 2012 - Lettere
Caratterizzato da una scrittura brillante, spontanea, spesso caustica, questo epistolario costituisce una preziosa testimonianza relativa alla cerchia delle amicizie del compositore francese, ai suoi affetti familiari, alla genesi di molte delle sue opere e alle sue reazioni di fronte agli avvenimenti artistici del suo tempo. Trattandosi di testimonianze private, le lettere consentono una maggior libertà d'espressione al loro autore: mentre è in ottimi rapporti con gli scrittori dai quali spesso trae ispirazione, non troppo benevoli, anzi, spesso taglienti sono i giudizi che esprime sui suoi colleghi e su un mondo musicale impreparato ad accogliere la portata delle sue arditezze. Poche le concessioni alla tenerezza, che si concentrano nelle parole affettuose scritte alla moglie Emma e nei numerosi accenni alla figlioletta Chouchou inclusi nelle lettere scritte agli amici più cari, partecipi delle sue difficoltà economiche e testimoni della nascita, dei successi e degli insuccessi di alcune delle sue composizioni.
I bemolli sono blu Debussy Claude - Archinto, 1990 - Lettere
I bemolli sono blu - Archinto