Libri di De

Bibliografia di De: tutti i libri in vendita online editi da Luni Editrice pubblicati nella collana Biblioteca Medievale

Prossime uscite della collana Biblioteca Medievale

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9788878149892 I paesaggi dell'allume. Archeologia della produzione ed economia di rete-Alum Landscapes. Archaeology of production and network economy
  • 9788843067183 Tagliatori di teste alla corte di re Artù. L'aggressività cavalleresca nel romanzo d'oïl
  • 9788843061815 Saga di Halfdan figlio di Eysteinn
  • 9788816419926 Civiltà medievale. La grande luce dei secoli bui
  • 9788816419414 Origini e inizi del movimento e dell'Ordine francescano
  • 9788816308169 Theofano. Una bizantina sul trono del sacro romano impero
  • 9788816308121 Il medioevo di Tolkien
  • 9788816308091 Sulle strade del Medioevo. Imperatori, santi, diavoli e gente comune
  • 9788816308084 Dio è rotondo. Esposizione della Regola di san Benedetto. Testo latino a fronte
Roman de Fauvel. Ediz. critica libro
-5%
LIBRO   9788879841702

Roman de Fauvel. Ediz. critica De Pestain Chaillou  Du Bus Gervais  Lecco M. (Cur.)   -  Luni Editrice, 1998  -  Biblioteca Medievale

Nella Francia di Filippo il Bello e del processo contro i Templari, un gruppo di autori, appartenenti alla Cancelleria Reale parigina, elabora una personificazione del male e della tirannide, affidandola ad una figura di cavallo, Fauvel. Originata da obiettivi precisi (difendere la stabilità e l'integrità del regno di Francia e del suo assetto sociale ripartito idealmente nei «tre stati» canonici), l'invenzione rinvia contemporaneamente a termini generali, che, su uno sfondo universale, vedono Fauvel in lotta contro Fortuna, figlia di Dio. Entrano allora in conflitto due diversi modelli del mondo: una concezione intitolata al «bene», che raccorda intorno agli elementi di una sfera culturale chiusa, si oppone ad una concezione del «male», che funziona nei suoi riguardi come «antimodello», aperto e distruttivo della sua chiusura. Di notevole interesse risulta tuttavia il modo con cui viene costruito questo «antimodello», che trova il proprio centro e motore in Fauvel: attivando cioè una serie di emblemi, ripresi dalla cultura «dotta» dell'epoca, come da quella folclorica e popolare (tali l'uso del colore o il ricorso a maschere malefiche e irridenti), che fanno del Fauvel uno dei testi più singolari della letteratura allegorica medievale.

€ 16.90 € 16.06
L'amoroso cerchio. Ediz. critica libro
-5%
LIBRO   9788879840767

L'amoroso cerchio. Ediz. critica De Sant Jordi J.   -  Luni Editrice, 1997  -  Biblioteca Medievale

La lirica provenzale, tramontata nel Mezzogiorno della Francia alla fine del Duecento, sopravvisse per oltre un secolo, nella stessa lingua dei trovatosi, al di là dei Pirenei. Nei Paesi Catalani un gruppo di poeti, principalmente legati alla corte aragonese, dà vita a una produzione raffinata e ricca di caratteri originali; fedele nel complesso ai moduli trobadorici, ma anche aperta all'influenza francese e soprattutto a quella italiana (è proprio qui che si possono cogliere i primi precocissimi echi del petrarchismo in Europa). Il cavaliere valenzano Jordi de Sant Jordi, nato negli ultimi anni del secolo XIV e morto in giovane età nel 1424, fu al servizio di Alfonso il Magnanimo e prese parte alla spedizione di Sardegna e Corsica nel 1420. Seguì poi il suo re a Napoli, dove nel 1423 cadde per un breve periodo prigioniero del condottiero Sforza, che combatteva per la regina Giovanna II d'Angiò-Durazzo. Il suo piccolo ma variegato canzoniere ripercorre, non senza note di ironia, la maggior parte dei generi lirici occitani, alcuni dei quali abbastanza rari: dal grande canto d'amore alla satira, all'indovinello (devinalh), alla "noia" (enueg), alla canzone di riscatto (in occasione della prigionia napoletana), fino alla Passio amoris un poemetto cum autorictate, cioè intessuto di citazioni dai classici volgari. Nella sua poesia risaltano immagini vivide e potenti, che spingono agli estremi limiti il registro metaforico cortese. A Jordi de Sant Jordi, con la sua breve parabola esistenziale e poetica, è toccata la sorte di chiudere per sempre ma non in sordina, la lirica cortese d'ispirazione trobadorica. Per questo può essere considerato, in assoluto, l'ultimo trovatore: con lui finisce, con eleganza e con grazia, un'intera epoca della letteratura europea.

€ 11.90 € 11.31
LIBRO   9788879842037

Cantari fiabeschi arturiani Delcorno Branca D. (Cur.)   -  Luni Editrice, 1999  -  Biblioteca Medievale

A partire dalla metà del Trecento i cantari costituirono una sorta di "poesia per tutti", che trionfava, codificata nella forma dell'ottava rima, sulle piazze dei comuni italiani. Questa narrativa breve conosce un ampio spettro di possibilità (epico-cavalleresche storiche, rnitologiche, agiografiche, novellistiche), ma il filone fiabesco e leggendario resta pur sempre il più antico e il più tipico. I cantari fiabeschi arturiani, per lo più irrelati rispetto ai grandi romanzi della "matière de Bretagne", appaiono saldamente legati ad un luogo (la corte di Artù), alle sue convenzioni (grandi assemblee, richiesta di soccorso,vanti, inchieste..) e alle sue situazioni topiche (impegno di vendetta, duelli per conquistare una dama, fanciulle a rischio di subire violenza, castelli incantati, giganti..). I testi che qui si presentano editi criticamente, sottratti alle occasionali e antiquate edizioni dove erano disperdi - Carduino, Il Falso Scudo, Astore e Morgana, Lasancis, Galasso dalla Scura Valle - acquistano forza e significato proprio dal fatto di essere raccolti così da sottolineare alcuni elementi comuni. Essi rivelano una sorta di narrativa "sommersa", quella delle piazze, cara agli artigiani più o meno alfabetizzati, ma nota e ascoltata anche da meno sprovveduti personaggi, siano l'autore della Tavola Ritonda o il frate Evangelista Fossa traduttore di Seneca e dì Virgilio o il conte Matteo Maria Boiardo.

€ 17.80
disp. incerta
ACQUISTA