Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Le Lettere pubblicati nella collana Sguardomobile
Il demone distratto. Scrittura e personaggio nel primo Kafka Federici Solari Marco - Le Lettere, 2008 - Sguardomobile
Il demone distratto osserva l'opera di Franz Kafka nell'affollato laboratorio dei modelli, delle influenze e delle affinità che ne hanno formato l'inconfondibile universo fantastico. Il saggio, concentrandosi sulle stringenti contingenze del lavoro di scrittore ed evocando dalle pagine kafkiane la presenza di Dickens, Dostoevskij, Flaubert, Hofmannsthal, traccia un vero e proprio ritratto dell'artista da giovane. L'esame a millimetrica distanza dei primi testi fino a "Il disperso" (più conosciuto come "America") dà voce a un Kafka problematicamente avanguardistico, in dialogo con il cinematografo e la fotografia, antropologo dell'ebraismo "naturale" degli attori jiddish, fisiologo dello sguardo e riscrittore, in sogno e in veglia, dei classici ottocenteschi. La tensione autobiografica delle prime opere di Kafka diventa racconto e avventura di una vita alternativa, di una scrittura che definisce e deforma l'io nella direzione di un'inconfessabile libertà, lasciando intravedere le sconfinate quinte del suo mondo claustrofobico.
Dettare versi a Socrate. Il traduttore di poesia come imitatore Flabbi Lorenzo - Le Lettere, 2008 - Sguardomobile
"Il sogno di Platone: far scrivere Socrate, e fargli scrivere ciò che vuole, le sue ultime volontà", così commentava estasiato Derrida, osservando un antico frontespizio che ritrae Platone nell'atto di dettare a Socrate scrivente. Questo sogno platonico si avvicina alla pratica traduttiva che il saggio di Lorenzo Flabbi indaga nell'opera di Laforgue (che imita Leopardi), Lowell (imitatore di Montale), Caproni (nel suo Quaderno di traduzioni), e persino del fantastico personaggio borgesiano Pierre Menard, nonché, sotto diversi aspetti, di Leopardi, Praz, Ungaretti. I protagonisti di questo percorso critico hanno in comune il dato dell'assorbimento di sé nell'altro, della compenetrazione nei motivi intimi dei testi poetici che hanno tradotto. Viene qui esposta una poetica della traduzione come apertura all'ospitalità della lingua, così da permettere anche a noi non immortali di essere grandi, diventando Socrate, parlandolo con la nostra stessa voce. Tradurre diventa dunque riscrittura di un testo dall'interno: dall'interno del testo stesso, certo, ma anche della poesia che ci risuona dentro.
L'idiota. Una storia letteraria Febbraro Paolo - Le Lettere, 2011 - Sguardomobile
Secondo etimologia, l'idiota è colui che «fa parte per se stesso»: colui che non si fida delle apparenze e delle appartenenze. Dove gli altri cercano formule e sicurezze, egli trova invece la metamorfosi, la fluidità delle forme, in una natura cangiante e indomata. L'idiota allora è l'ispirato, il sapiente, l'uomo che sente le voci; ma anche, nella storia che prosegue, l'estraneo sempre più radicale, l'eretico, il fool, o l'astuto simulatore di una comunanza che in realtà non lo avvince per nulla. Questo libro ne tenta una storia, che è lunga e multiforme come poche. Dal sapiente greco al buffo di Aristofane, dal Dioniso di Euripide al Socrate che sa di non sapere, fino a Lucrezio e a Dante poeta e profeta: ecco una genealogia, che si apre poi alla modernità di Machiavelli, Bruno e Campanella, di Shakespeare, Cervantes e Diderot, per arrivare alle figure complesse inventate da Leopardi e Stendhal, da Hawthorne e Melville, da Dostoevskij e Tolstoj, e ancora Kafka, Walser e Virginia Woolf. Ogni volta l'idiota riemerge o si nasconde, per ignorare la realtà più imperiosa. Nella profondità della sua finzione, egli coincide in buona parte con la letteratura stessa.