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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Rizzoli pubblicati nella collana Varia
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791257830106 Prince Valiant. Vol. 29
- 9791222332307 Archeologia delle scienze umane
- 9791220061216 La tessitrice. Tragedia in V atti. Ediz. integrale
- 9788892251359 I cinque minuti dello Spirito Santo. Un cammino spirituale di vita e di pace. Vol. 2
- 9788865324462 Costruiamo una diga! Ediz. a colori
- 9788841209165 Workout in palestra
- 9788834431740 Magia pratica
- 9788827605981 La bibbia del fotografo. Tutto ciò che bisogna sapere per realizzare scatti. Ediz. a colori
Cose belle dal mondo per non pensare che va tutto male Lifegate Soldati C. (Cur.) Suanno M. (Cur.) - Rizzoli, 2024 - Varia
Un giro del mondo in 250 storie che ci ricordano come sulla Terra accadano ogni giorno cose meravigliose, spesso nascoste. Questo libro è un viaggio in due parti. "Per respirare" racconta di scoperte naturali, di scrigni di biodiversità finalmente protetti e della natura che si riprende il suo spazio, meraviglioso e sconfinato. "Per reagire" racconta di partecipazione ambientale e sociale, di vittorie ritenute impossibili: storie che ci fanno capire come il cambiamento positivo stia già accadendo e ci mostrano come farne parte.
Fascisti della parola Feltri Vittorio - Rizzoli, 2023 - Varia
Con le parole si può giocare, ma non si scherza. Sono roba seria. Infatti, uno dei primi segni di un potere totalitario e liberticida è proprio il controllo del linguaggio. L'imposizione della censura di alcuni termini non è pratica che riguarda il passato, anzi, è più attuale che mai. Più andiamo avanti e più regrediamo in questo ambito. Più diventiamo moralistici, smarrendo tuttavia morale ed etica, più ci concentriamo sull'uso di determinati vocaboli, facendone una malattia. Così si è data vita alla battaglia più stupida, vana, insulsa e folle della nostra storia: quella al dizionario. Oggi non si può più dire "negro" al negro né si può più dire "zingaro", "rom" o "nomade". Non si può dire che uno è "cieco", semmai è un "non vedente". Non si può dire "sordo", al massimo "audioleso". Non si può dire "spazzino", ma solo "operatore ecologico". Non si può dire "bidella", ma solamente "operatrice scolastica". Non si può dare del terrone al terrone mentre è corretto dare del polentone a un polentone. E guai a dire "frocio" o "finocchio", a meno che tu stesso non sia omosessuale, in tal caso diventa lecito. Per non parlare della repulsione diffusa nei confronti dei sostantivi maschili. Se aggiungi l'astina alla vocale "o", se declini tutto al femminile, allora sei una bella persona, altrimenti vieni etichettato quale maschilista tossico e pure farabutto. Il politicamente corretto applicato al linguaggio secondo Feltri è il male del secolo, ed è giunto il momento di dire basta, di tornare a parlare come mangiamo.
Atalanta. La dea che mi fa godere. Conversazione con Cristiano Gatti Feltri Vittorio - Rizzoli, 2021 - Varia
Quando si parla di sport spesso si invoca il Dio Calcio. A Bergamo però, c'è una sola divinità: l'Atalanta. Se sei bergamasco sei atalantino, non si discute. Lo sei letteralmente appena vieni al mando quando dopo il primo vagito ricevi in regalo dalla società la maglietta della squadra con il tuo nome scritto sopra. Lo sei per definizione, Bergamo e Atalanta sono praticamente sinonimi. Qui nasci dell'Atalanta e muori dell'Atalanta, la Dea è parte del tuo DNA. E questo vale anche per Vittorio Feltri, bergamasco e atalantino doc, che non poteva esimersi dal comporre un inno alla sua Dea. Un racconto che prende spunto da una lunga chiacchierata col suo amico e complice di atalantismo, Cristiano Gatti. Si parte dal calcio e si entra nel cuore di Bergamo e del suo prodigio sportivo. Il settore giovanile, la cultura aziendale che diventa gestione e anche stile, sul campo e fuori. Un reportage su quanta Atalanta c'è davvero a Bergamo e quanta Bergamo c'è nell'Atalanta di oggi. Quale dimensione abbia assunto tra la gente del suo territorio e nel pianeta più ampio del calcio italiano ed europeo. Un approfondimento dei due volti che all'Atalanta danno l'impronta che ha oggi, Antonio Percassi e Gian Piero Gasperini, la mente che muove i fili e l'esecutore che dà un senso all'etica e all'estetica della squadra. "Atalanta la Dea che mi fa godere" è una lettera d'amore che Feltri ha scritto in collaborazione con Cristiano Gatti, e con il cuore di chi l'Atalanta la sente un pezzo di sé, come ogni vero tifoso.