Libri di Gi
Bibliografia di Gi: tutti i libri in vendita online editi da Quodlibet pubblicati nella collana Habitat
Prossime uscite della collana Habitat
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788874628148 Costruire in Francia, costruire in ferro, costruire in cemento
- 9788874626441 L'occhio periferico. Scritti sulla fotografia
- 9788822923721 Officina Gio Ponti. Scrittura, grafica, architettura, design
- 9788822920379 L'architettura moderna in Giappone
- 9788822908216 Utopie radicali. Archizoom, Remo Buti, 9999, Gianni Pettena, Superstudio, UFO, Zziggurat. Catalogo della mostra (Firenze, 20 ottobre 2017-21 gennaio 2018)
- 9788822901200 Costruire in Francia, costruire in ferro, costruire in cemento
- 9788822900890 Gestus. Scritti sull'arte e la fotografia
Costruire in Francia. Costruire in ferro. Costruire in cemento Giedion Sigfried - Quodlibet, 2022 - Habitat
In questo libro seminale del 1928 - qui riproposto in una edizione il più possibile fedele all'originale -, Sigfried Giedion raccoglie la lezione più alta della scuola di critica d'arte viennese di Alois Riegl, quella secondo cui non esistono periodi di decadenza e ogni epoca storica vive piuttosto una costante transizione di cui è possibile leggere nel passato i segni premonitori: «Passato, presente, futuro sono per noi un processo inscindibile». In tal modo l'analisi storica si lega ai problemi contemporanei e quindi offre una visione globale della storia dell'arte e della cultura materiale, cambiando così anche le sorti dell'architettura, perché la libera dai paradigmi stilistici o accademici. Le grandi frecce di sapore costruttivista che Giedion dispone nel libro sotto la supervisione di László Moholy-Nagy - grafico responsabile, fra l'altro, dei libri della Bauhaus - uniscono visivamente autori francesi dell'Ottocento ad altri tedeschi del Novecento (Jules Saulnier a Ludwig Mies van der Rohe, Gustave Eiffel a Walter Gropius), suggerendo in questo modo una linea evolutiva che la comparsa di nuovi materiali come il ferro aveva accelerato e orientato verso la creazione di inedite tipologie architettoniche quali gallerie coperte (i «passages» parigini), esposizioni internazionali, grandi magazzini, oltre a colossali infrastrutture. Un repertorio moderno che aveva appassionato Walter Benjamin, il quale non solo paragonò questo libro alla Spätrömische Kunstindustrie riegliana, ma lo prese come testo prediletto: grazie a Giedion aveva trovato nelle grandi costruzioni metalliche la metafora della condizione stessa dell'intellettuale critico che intendeva essere - Parigi, capitale del XIX secolo seguirà di conseguenza. Il capitolo finale, dedicato al materiale più moderno di allora («È vano parlare di nuova architettura in Francia senza toccarne l'elemento base: il cemento armato»), presenta invece solo esempi francesi: i fratelli Auguste e Gustave Perret, Tony Garnier e naturalmente Le Corbusier, campione della nuova generazione. Come rileva Jean-Louis Cohen nell'introduzione, «La narrazione spesso enfatica offerta dal libro, specialmente al "lettore frettoloso" che si limita alle didascalie delle illustrazioni, sembra combattuta fra propaganda e storia. A questo titolo, Giedion appartiene tanto (se non più) al corpus interno dell'architettura moderna quanto a quello della ricerca storica su di essa».