Libri di Gregori
Bibliografia di Gregori: tutti i libri in vendita online editi da Kimerik pubblicati nella collana Percorsi
Prossime uscite della collana Percorsi
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791259964984 Cammini di Francesco
- 9791259964786 La Via Silente. In bicicletta nel parco del Cilento
- 9788861897731 La via Romea germanica. Dal Brennero a Roma sui passi degli antichi pellegrini
- 9788815398147 Le midterm elections nel sistema costituzionale statunitense
- 9788815398130 La rifondazione dell'autonomia
- 9788815398123 Da utili invasori ad altri cittadini
- 9788815398116 Noi qui ci sentiamo a casa
- 9788815398109 Eredità e attualità di Giovanni Sartori
- 9788815398093 Libertà nell'arte e libertà dell'arte
- 9788815398086 Giochi di guerra e sogni di pace
L'asfalto. Scritti dalla fine di regime Gregorini Ivano - Kimerik, 2025 - Percorsi
In ogni tempo, quando la memoria e la storia si intrecciano con la voce intima della vita vissuta, nasce il dovere di raccontare. Non solo per tramandare ciò che è stato, ma per mostrare come il passato, anche se sepolto, continui a spingere le proprie radici nel presente. Il libro L'asfalto. Scritti dalla fine di regime intreccia cronaca, storia e memoria familiare in una cornice di provincia, dove il peso degli eventi trascorsi non smette di gravare sul quotidiano. Il testo si apre con un episodio storico drammatico del 1620: il Sacro Macello, una rivolta nata dalla fame e dall'orgoglio più che da idea- li culturali, narrata attraverso gli occhi di Antonio Missiroli, detto il grande naso. La sommossa appare come un atto fondativo di un'identità collettiva, pur nella consapevolezza che il nuovo ordine scaturito da quella ribellione non sarà altro che un compromesso. La prima parte, intitolata "Non è l'asfalto, ma l'uomo" (1992-2002), sposta lo sguardo all'ultimo decennio del secolo scorso. Nella Valle, le stesse dinamiche di esclusione, impotenza e ribellione sembrano ripetersi come un'eco del passato. Qui il racconto dell'attentato di Capaci del 1992, in cui cadde il giudice Giovanni Falcone, si dispiega in uno stile asciutto, essenziale: la violenza mafiosa emerge come un'offesa non solo alla vita, ma all'idea stessa di giustizia, imponendo una scelta estrema tra la sopravvivenza e la legalità. Eppure, il cuore pulsante del libro è il rapporto tra padre e figlio. Arturo, il figlio, rievoca ricordi che intrecciano lezioni di guida ed episodi stravaganti della quotidianità, tratteggiando un ritratto affettuoso e disilluso di una figura paterna fuori dal comune: carismatica e contraddittoria. In quella voce paterna, scettica verso la legge e diffidente verso le istituzioni, si celano al tempo stesso una profonda dignità e una forza d'animo incrollabile. Una resilienza che affonda le radici nella disperazione, e che diventa eredità, lezione intima e indelebile.