Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Edt pubblicati nella collana Piccola Biblioteca Di Ulisse
La piccola ballerina di Degas Laurens Camille - Edt, 2021 - Piccola Biblioteca Di Ulisse
La vera storia della bambina che fece da modella per una delle più celebri sculture di Degas. Un libro che è letteratura e al tempo stesso inchiesta sugli inganni dell'arte e sulla condizione femminile nella rutilante Parigi dell'Ottocento. Edgar Degas era un pittore già celebre quando nel 1881 presentò al Salone degli Impressionisti una scultura intitolata "Piccola ballerina di quattordici anni". Una figura di cera in formato quasi naturale, coperta da un tutù e da un corpetto di vera stoffa, calzata con vere punte da danza e con veri capelli legati da un nastro di seta. La scultura, che rimase esposta per poche settimane in una teca di vetro prima che Degas la ritirasse per non mostrarla mai più, destò un enorme scandalo. L'espressione del viso della bambina, in particolare, fece gridare all'orrore: una piccola delinquente, fu definita dai più autorevoli critici, "un animale, un'assassina, una viziosa, un'azteca, sicuramente una prostituta". Perché Degas aveva esposto questa piccola ballerina? Perché l'aveva chiusa sotto una teca di vetro? Che cosa voleva dire al suo pubblico? E, soprattutto, chi era quella bambina? Sono le domande a cui Camille Laurens cerca una risposta, concentrandosi non solo sui dettagli della vicenda artistica di Degas e della piccola scultura, ma conducendo un'inchiesta serrata sulla breve e sfortunata vita di Marie Van Goethem, la piccola modella dell'artista. Un 'petit rat' dell'Opéra di Parigi, come erano chiamate le allieve del corpo di ballo del teatro, figure affascinanti e tragiche della Parigi ottocentesca, molto spesso destinate a una vita nella prostituzione. Da questa ricerca, che svela gli inganni dell'arte e le ipocrisie dello splendido mondo dello spettacolo, nasce un libro appassionato, venato tanto di commozione quanto di indignazione, nel quale si mescolano pagine di ricerca storica, ricostruzioni biografiche, pensieri sul femminismo e riflessione sociale.
Una tomba a Siviglia Lewis Norman - Edt, 2017 - Piccola Biblioteca Di Ulisse
Per Norman Lewis, maestro incomparabile di scrittura e di viaggio, la Spagna rappresentò per tutta la vita un luogo di centrale importanza. Una tomba a Siviglia è l'ultimo libro che scrisse all'età di 95 anni, ma racconta il suo primo viaggio in Spagna, anzi il suo primo viaggio in assoluto, quello che impresse in lui indelebilmente la duplice vocazione al vagabondaggio e alla letteratura. Il pretesto per la partenza era stato la ricerca delle remote origini andaluse del suocero siciliano: il palazzo e la tomba di famiglia di cui così spesso favoleggiava. Ma la Spagna è quella del 1934, alla vigilia della Guerra civile. Lo stato di emergenza, le rivolte che ovunque stanno scoppiando nel paese, l'imprevedibilità dei trasporti trasformano il viaggio di Lewis e Eugene, il cognato-amico che accompagna, in una grande avventura. Per un destino che tante volte si ripeterà in futuro, Lewis si trova così nel posto giusto al momento giusto per testimoniare il grande disordine e la grande meraviglia del mondo. La Spagna per lui, come per molti europei degli anni Venti e Trenta, era l'antitesi dell'Europa: un paese contraddittorio e sanguigno, arcaico e romantico; ma ormai è anche il laboratorio della storia a venire: un mondo ancora largamente rurale che vede coesistere popolazioni che vivono nelle grotte e città industriali, la rivoluzione nelle strade di Madrid e le Rolls Royce di Saragozza, il paseo, lo struscio di San Sebastiàn e le rivolte minerarie delle Asturie. E, su tutto, l'ombra terribile del fascismo incombente. È così che queste pagine, distillate nello stile pacato e inimitabile degli ultimi anni di Lewis, si trasformano in un doppio viaggio: quello che a piedi o con mezzi di fortuna porta i due amici prima nella Madrid della sanguinosa rivolta dell'ottobre 1934, poi fino a Siviglia attraversando il Portogallo, e quello più segreto nella memoria, alla ricerca di quel sogno vitale, di quell'incanto primigenio per il cammino sulle strade e nelle storie del mondo.
I banditi di Orgosolo Lewis Norman - Edt, 2015 - Piccola Biblioteca Di Ulisse
Nell'ottobre del 1962 su molti giornali italiani e stranieri apparve la notizia di un duplice omicidio avvenuto in una piccola località della Barbagia, Orgosolo. Una coppia di cittadini inglesi, Edmund e Vera Townley, era stata assassinata in pieno giorno, su un prato poco fuori dal centro abitato, in circostanze misteriose. In una Sardegna in cui il turismo stava muovendo i primi passi, l'omicidio di due stranieri era un fatto del tutto straordinario; ad accrescere la curiosità della stampa era stata la scoperta del contesto sociale in cui i fatti erano avvenuti: una cittadina di 4500 anime nella quale una cieca faida fra due famiglie, i Mesina e i Muscau, aveva negli ultimi vent'anni provocato circa 500 omicidi, puntualmente annunciati in anticipo sui muri del cimitero. Una cultura arcaica e chiusa, dominata da una legge ancestrale e spietata, segnata da rituali di cui da pochissimi anni gli etnografi avevano cominciato a interessarsi seriamente. Norman Lewis, scrittore già celebre per i suoi libri di viaggio, decide di interessarsi alla vicenda e come in una detective story ricostruisce le circostanze del delitto e lentamente, allargando il fuoco dell'attenzione, delinea con grande efficacia l'ambiente storico e sociale in cui esso è avvenuto. Ad attirarlo in Sardegna è la sopravvivenza nel cuore dell'Europa di una figura antica e per molti versi leggendaria, quella del bandito...