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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Aragno pubblicati nella collana Biblioteca Aragno
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791257830113 Michel Vaillant. Nuova serie. Vol. 14
- 9791256732166 Louis Vuitton. 100 bauli da leggenda. Nuova ediz.
Dell'oreficeria Cellini Benvenuto Capitanio A. (Cur.) - Aragno, 2002 - Biblioteca Aragno
Dell'oreficeria - Aragno
Impostura Luciano Di Samosata Rossi G. (Cur.) Piga C. (Cur.) - Aragno, 2016 - Biblioteca Aragno
Il concetto d'impostura (dal verbo latino imponere) racchiude l'idea d'imposizione di un peso o anche - secondo Erasmo - la sostituzione d'una merce buona con una adulterata. È comunque implicita la nozione di dolo, di mala fede, d'inganno volontario per trarne un vantaggio, per sé o per la propria parte, per la persona o l'idea della quale si è al servizio. Impostura era dunque quella di Alessandro di Abonutìco del quale Luciano ci racconta le imprese, quelle di un falso profeta, avido di denaro, pur simulando indifferenza. Alessandro, un personaggio realmente esistito, è un ciurmatore, un esoterico manipolatore dei sentimenti degl'ingenui, avendo egli compreso che "la vita degli uomini è tiranneggiata da due grandi cose, dalla speranza e dal timore, e che chi opportunamente può usare di una di queste, tosto diventa ricco". La traduzione italiana del testo è di Luigi Settembrini, che vi attese quand'era detenuto politico nel carcere borbonico dell'isola di Santo Stefano.
Nudità Colette Balducci G. (Cur.) - Aragno, 2026 - Biblioteca Aragno
«La nudità integrale calma». Con questa affermazione paradossale, formulata nel 1943 tra le quinte delle Folies-Bergère, Colette scardina i luoghi comuni della morale borghese e della retorica erotica. Per l'autrice di Chéri e La Vagabonda, la nudità non è né seduzione né scandalo, ma una suprema «forma di verità». In queste pagine folgoranti, il corpo femminile, sottratto alla frenesia del desiderio e alla volgarità del travestimento, si eleva a oggetto estetico, facendosi statuario, atemporale, quasi sacro. Dalle scene del music-hall parigino alle riflessioni metafisiche sui simulacri di cera e sui manichini moderni, Colette indaga il confine labile tra il vivente e l'artificiale, tra l'autenticità della carne e l'inquietudine del feticcio. Nudité non è un trattato sulla sessualità, ma un'analisi fenomenologica dello sguardo: un invito a guardare senza possedere, a descrivere senza giudicare, fino a raggiungere quel punto in cui la scrittura stessa si fa nuda, essenziale, priva di ogni superfetazione psicologica. Testo della maturità, Nudité riassume la parabola di una scrittrice che ha fatto dell'autonomia personale e della sapienza dei sensi il proprio mestiere. Attraverso una prosa di altissima raffinatezza stilistica, costruita per sottrazione, Colette ci restituisce un'immagine della modernità incarnata, dove la libertà non è una proclamazione ideologica, ma una pratica quotidiana di fedeltà a se stessi e alla nuda verità del tempo che scorre.