Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da La Tartaruga pubblicati nella collana Narrativa
Prossime uscite di
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282069281 I Windsor
- 9791255751502 Il mio anno a Parigi con Gertrude Stein
- 9791221956436 Perfect buddy. Vol. 6
- 9791221952858 Perfect buddy. Vol. 5
- 9791221950403 Hush. Batman. Vol. 2
- 9788847465145 Lilly e le scarpe magiche. Le ali incantate
- 9788829306251 Il lungo Halloween. Batman
- 9788827234358 Iniziazione allo yoga di Vanda Scaravelli
Deficit. Perché l'economia femminista cambierà il mondo Holten Emma - La Tartaruga, 2025 - Narrativa
Nel 2020 Emma Holten si imbatte in un articolo in cui si afferma che le donne rappresentano un deficit, una perdita netta per la società. Le donne infatti ricevono più di quanto danno, è scritto. Prendono più congedi di maternità, stanno di più a casa con i bambini, in genere svolgono lavori meno retribuiti, in molti casi anche part-time, e quindi pagano meno tasse. Partoriscono, e i parti sono costosi. Dunque, conclude il saggio, l'economia mondiale sarebbe più ricca se la vita delle donne assomigliasse a quella degli uomini, perché le donne dedicano troppo tempo a prendersi cura di altre persone. Come siamo arrivati a questo punto? In che modo il contributo decisivo delle donne al benessere collettivo è diventato una perdita secca? Emma Holten ripercorre con accuratezza - confutando i falsi miti consolidati nei secoli - il percorso con cui l'economia, dall'Illuminismo in avanti, ha di fatto negato il valore del lavoro di cura delle donne (e non solo). Perché quando tutto è definito da un prezzo, si crea una gerarchia dove ciò per cui è più difficile calcolare un esatto valore, come il lavoro di cura e accudimento, finisce in fondo alla lista. Ma questo non significa che queste cose non abbiano valore; solo che in politica e nel dibattito economico vengono trattate come se non ne avessero. Emma Holten - svelando l'enorme capitale nascosto che sfugge ai principali modelli economici - mostra quanto le decisioni politiche che ne derivano siano altrettanto imperfette, e causino profondi danni sociali: se non riusciamo a dare il giusto valore alle cose che contano, come possiamo costruire un futuro migliore?
Tutto questo mi appartiene Hulová Petra - La Tartaruga, 2012 - Narrativa
Alta, la madre, Dzaja, Nara, Ojuna, le figlie, e Dolgorma, la nipote. Cinque donne, cinque destini, cinque voci narranti che ci accompagnano nella loro storia famigliare, dalla steppa sconfinata e sterile della Mongolia alle luci ingannevoli e seducenti della città, dalle tradizionali tende ai prefabbricati della capitale. Dzaja è nata dalla passione di Alta per un cinese della Mongolia interna, Nara dalla violenza subita da un commerciante russò. Figlie illegittime, e quindi di razza mista e impura, vivono nell'emarginazione sopportando derisioni e ingiustizie. Fino a quando un drammatico incidente le porterà a lasciare le Montagne Rosse per trasferirsi a Ulan Bator, sotto la protezione della zia, scoprendo troppo tardi che la donna ha da offrire loro solo un lavoro nel bordello che dirige. Nara si troverà a suo agio nella nuova condizione, mentre Dzaja vivrà nella speranza di riscattarsi, anche per proteggere sua figlia Dolgorma, avuta da uno dei clienti. Ojuna, l'unica figlia di stirpe pura, rimarrà con i genitori, perpetuando, tra orgoglio e frustrazione, i valori e i modelli che fin da piccola le sono stati inculcati. Una saga sullo sradicamento di chi è costretto a piegarsi sotto il peso della realtà, tradendo le proprie radici e le proprie tradizioni, sebbene siano l'unico appiglio per non perdere la propria identità. Una storia di amore e passione, di segreti e tradimenti, di tragedie e speranza, in cui la sconfitta non cancella la forza di andare avanti, nonostante tutto.
Attraverso un vetro opaco Hulová Petra - La Tartaruga, 2009 - Narrativa
Ondfej ha trent'anni e un matrimonio scandito da una soffocante routine. Quando, però, il vuoto che si porta dentro prende il sopravvento, abbandona le proprie aspirazioni, il lavoro, la moglie e il figlio rifugiandosi in una vita d'attesa, confortata solo dall'alcol. E suo il monologo con cui si apre il libro, interrotto dalla voce della madre che racconta il sogno infranto di una vita familiare appagante. Affiora così il ritratto di una donna che fruga tra le pieghe del passato per spiegarsi le ragioni dell'infelicità di un figlio che le è sempre stato estraneo. Ma anche quello di una donna che, dinanzi alla propria infelicità, inganna le rughe del tempo curando ossessivamente il proprio corpo e lenisce le ferite dell'anima frequentando corsi che promettono benessere e soddisfazione. Ciascuno parla solo a se stesso in questo "dialogo" a distanza, dove le riflessioni dell'uno servono a colmare le lacune dell'altro, svelando così le omissioni di entrambi. Nessuno dice tutto, forse tutto non si può nemmeno dire e la comunicazione tra loro ha il sapore del malinteso. Vivono vicini ma distanti, autentici nell'impossibilità di comprendersi, come se si guardassero attraverso un vetro opaco.