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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Artemide pubblicati nella collana Proteo
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- 9791220050388 Gedankenspiele. Willy Lempfrecher
- 9788868773281 In difesa di Jacob
- 9788833049496 Wild C.A.T.S.
- 9788833048710 Wild C.A.T.S.. Vol. 2
- 9788829305643 Batman. Cavaliere maledetto
La Decima nel Perù. Omaggio a Nicomedes Santa Cruz. Con DVD Melis A. (Cur.) - Artemide, 2011 - Proteo
La poesia improvvisata o "repentismo" è diffusa, oltre che nei paesi mediterranei, in quasi tutta l'America Latina. Il caso del Perù presenta alcuni aspetti peculiari. La decima, che è lo schema metrico più diffuso in queste terre, anche se non l'unico, entra nel paese andino fin dalla conquista. Dopo avere alimentato la poesia colta e quella popolare per tutto il periodo coloniale, comincia dopo l'indipendenza ad assumere la forma tipica del contrasto, basato sull'improvvisazione. Al tempo stesso, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, diventa patrimonio prevalente della popolazione di origine africana che abita la costa centrale del Perù. Nella seconda metà del Novecento sembra progressivamente esaurirsi l'improvvisazione e predominare il repentismo "impuro", basato su un repertorio scritto. Nicomedes Santa Cruz, sulla cui opera di creatore e studioso è basata questa antologia, rappresenta il culmine di questa stagione. Dopo di lui si apre un periodo ancora in gran parte da esplorare, anche se la ricchezza delle sue pratiche è testimoniata da un lavoro recente di un discendente di Nicomedes, Octavio Santa Cruz. Con il volume viene dato in omaggio il DVD, "Al compas del socabon", un filmato realizzato dallo scrittore cubano David Mitrani, noto anche in Italia come narratore e come studioso della poesia improvvisata.
Rivolta e disincanto. Franz Jung e l'avanguardia tedesca Lumachi Monica - Artemide, 2011 - Proteo
Il nome di Franz Jung (1888-1963), rivoluzionario, scrittore, drammaturgo, giornalista e saggista, non è molto noto in Italia, nonostante figuri ormai nei manuali tedeschi di letteratura. Il volume si propone di presentare un profilo storico-critico di Jung nel contesto più vasto dell'Espressionismo tedesco e delle molteplici culture che innervano gli anni della repubblica di Weimar fino alla sua ricezione nella seconda metà del Novecento. Il primo capitolo tratta gli anni giovanili del bohémien nella Monaco di inizio secolo, tra anarchismo, simbolismo e décadence, fino all'esperienza della Prima guerra mondiale. Il secondo capitolo è dedicato al rapporto con il movimento dada in Germania, di cui Jung si fa promotore. Nel terzo capitolo si affronta la fase dell'immediato dopoguerra - tra rivolta letteraria e rivoluzione politica che ispira la produzione agitprop di Jung. Nelle pagine dell'autobiografia, infine, pubblicata nel 1961, si rintracciano quelle "figure della rivolta" riconducibili a uno specifico immaginario novecentesco, teso tra i poli dell'utopia più radicale e del più totale disincanto. Ne emerge la crisi e la definitiva "perdita di aureola" dell'intellettuale in una Germania scossa dalla guerra, dalla rivoluzione e dalle profonde trasformazioni di una modernizzazione che appare ormai vanificare ogni forma di progettualità.
Fra le pieghe del quotidiano. Sulle «crónicas» di Maria Judite de Carvalho (1968-1975) Milani Ada - Artemide, 2026 - Proteo
Maria Judite de Carvalho (Lisbona 1921-1998) è una scrittrice ingiustamente dimenticata, autrice di un'opera che la critica elogia e il pubblico ignora. Se guardiamo al panorama critico in lingua italiana, tale oblio diviene ancora più profondo: della sua vasta e pluripremiata opera letteraria, sono stati tradotti due titoli soltanto (Gli armadi vuoti e Tanta gente, Mariana), entrambi editi con uno scarto di oltre cinquant'anni rispetto alle prime edizioni in lingua originale. Queste recenti pubblicazioni rappresentano un segnale positivo della ritrovata attenzione nei confronti di una delle scritture più singolari del Novecento portoghese, un'attenzione che, tuttavia, non è ancora stata accompagnata da una adeguata volontà di rivalorizzazione da parte della critica. Il presente studio intende dunque contribuire a colmare in parte questa lacuna. L'attenzione verterà sulle crónicas pubblicate sul "Diário de Lisboa" tra il 1968 e il 1975, ovvero negli anni del tramonto del regime estadonovista e della transizione verso la democrazia, mettendo in luce tematiche rimaste finora poco esplorate: il boom della motorizzazione privata e l'intensificazione delle opere edili che scuotono la città di Lisbona; le luci e le ombre della scienza moderna, l'inquinamento ambientale e alimentare; le figure invisibili, marginali e minuscole che popolano uno spazio urbano sempre più frenetico e che vengono fagocitate o, al contrario, espulse dagli ingranaggi della ormai fragile società portoghese di fine Estado Novo.