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  • 9788863658231 Mai come te. Mamma. Il voto inconscio più nefasto per il Ben-Essere delle donne (e come scioglierlo). Il ritorno alla madre per ritrovare se stesse
LIBRO   9788869955013

Beato Angelico. Ediz. a colori Villa Renzo   -  Pacini Editore, 2018  -  Arte

Eccezionale ovvero unico da ogni punto di vista il destino dell'artista a tutti noto come 'Beato Angelico', un incantevole protagonista della pittura italiana. Maestro dell'arte sacra, ma anche interprete del primo Rinascimento umanistico; autore di esemplari, liriche e commosse immagini di Madonne, Angeli e Santi, ma anche capace di innovazioni tecniche decisive, dal formato quadrato delle grandi tavole sugli altari unificando i precedenti polittici, al modello della 'Sacra Conversazione' ove i santi dialogano naturalmente e spiritualmente alla presenza della Madre e del Figlio. La sua è un'opera poliedrica e varia, personalissima; però mai firmata né datata, dando gran problemi agli storici dell'arte. Umile e discreto sarebbe rimasto sconcertato dall'appellativo 'Beato Angelico', lui che voleva essere semplicemente fra' Giovanni del convento di San Domenico a Fiesole. Anche noto, da giovane laico, come Guido di Piero del Mugello. Fu detto Angelico appena scomparso, per l'alta lode rivolta al Maestro, all'artefice di grandiosi tabernacoli, reliquiari e pale decorate, di variati e inimitabili cicli d'affreschi, di tante pagine miniate ove esprimeva sempre la propria fede, esaltando la bellezza delle creature spirituali nei volti purissimi delle Madonne e nelle sfavillanti ali delle creature celesti. Angelico per grazia e soavità di toni e colori, e per ispirazione sempre intensa e partecipe. Riconosciuto dai contemporanei come sommo maestro, accompagnò il superamento dell'ultimo gotico proponendo una nuova lettura dell'antico, e fu nominato Beato per essere modello d'artista esemplare, riconosciuto Patrono dell'arte sacra dalla Chiesa cattolica. Malgrado ciò il destino della sua opera pittorica, risultato di un quarantennio di continuo, attivo e stimatissimo lavoro, è stato segnato dalla dispersione di tante realizzazioni, anche guastate da incuria e sciagurati restauri. Frammentate e sradicate dalla loro originaria collocazione, sono più silenziose, meno espressive ed emozionanti, e però esposte con ogni riguardo nei maggiori musei d'Europa e d'America. Hanno un destino ben diverso da quello atteso e previsto poiché erano state eseguite su richiesta e compenso delle più grandi famiglie fiorentine, ed erano destinate alla liturgia, alla contemplazione e venerazione dei fedeli. Disgraziatamente è poi giunto a noi soltanto uno, su cinque, dei grandi cicli pittorici realizzati a Roma, dove due papi l'avevano chiamato riconoscendolo "primo pittore d'Italia". Quattro furono distrutti neppure un secolo dopo il loro compimento, in un'epoca ansiosa di più grandiosa modernità; resta per nostra fortuna intatta la Cappella Niccolina in Vaticano, uno dei più equilibrati e misurati cicli dell'intero Quattrocento italiano, nel suo rinnovato classicismo paleocristiano. Eccezionalmente e fortunosamente integra è infine l'opera più personale e sentita, oggi visibile a chiunque, mirabile nella sua compiutezza e conservazione. È la serie di affreschi del convento fiorentino di San Marco, paradossalmente destinati a rimanere segreti, vincolati dalla clausura, dipinti soltanto per la meditazione e la preghiera di un singolo confratello nella sua cella solitaria.

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Giovanni Pisano. Memoria di uno scultore libro
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LIBRO   9791254866450

Giovanni Pisano. Memoria di uno scultore Levi D. (Cur.)  Pellegrini E. (Cur.)   -  Pacini Editore, 2026  -  Arte

Catalogo della mostra Pisa, Palazzo dell'Opera del Duomo (13 dicembre 2025 - 8 marzo 2026). «Questa mostra si articola intorno a due temi, fra loro intrecciati. Da un lato la controversa fortuna critica, specialmente visiva, di Giovanni Pisano, sul quale fino al primo Ottocento aveva pesato lo stigma della scarsa considerazione da parte di Giorgio Vasari. Dall'altro le vicende relative alla faticosa ricomposizione di un capolavoro della scultura medievale europea: il pergamo da lui scolpito per la cattedrale di Pisa tra 1302 e 1311, che, smembrato in seguito all'incendio del 1595, fu riassemblato e ricollocato nel luogo dove attualmente si trova nella tarda primavera del 1926, dopo lunghi ed estenuanti dibattiti. Questi due temi si sono sovrapposti e integrati in fase di progettazione e allestimento della mostra e hanno così dato vita a un progetto espositivo che, muovendo dall'emblematica presenza dello spezzone della statua celebrativa di Giovanni, fatta saltare in aria nel 1945, ripercorre le vicende della ricezione e della ricomposizione. Un nuovo interesse per l'opera di Giovanni affidato alle penne di studiosi, artisti e dilettanti sfociò nelle meditate riprese di scultori novecenteschi come Henry Moore e Marino Marini. Questa crescente attenzione si intreccia con quella serie di progetti più operativi (calchi, modellini, ecc.) che si conclude con la ricostruzione del pergamo nell'ambito di un più ampio riallestimento della contigua area presbiteriale della cattedrale. La nostra non è, e non poteva essere, una mostra monografica su Giovanni Pisano scultore; ma allo stesso tempo non volevamo che si esaurisse nel racconto di come la sua opera è stata recepita a partire soprattutto dal Settecento...» (Donata Levi ed Emanuele Pellegrini)

€ 38.00 € 36.10