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Tamara De Lempicka e Gabriele D'Annunzio nel diario di Aélis Mazoyer Mazoyer Aélis Chiara P. (Cur.) Roncoroni F. (Cur.) - Es, 2013 - Classici Dell'eros
L' 11 gennaio 1927 Tamara entrava per la seconda volta al Vittoriale e questa volta siamo informatissimi su tutto quanto ella fece e non fece nella casa di Gabriele. Questo soggiorno, infatti, ha trovato una cronista inaspettata in Aélis Mazoyer, una strana figura di donna che, entrata giovanissima al servizio di Gabriele d'Annunzio come cameriera, e ben presto divenuta sua amante, rimase accanto al poeta sino alla morte e tenne per tutto il tempo un disordinato ma eccezionale diario, in cui registrava tutto quel che accadeva intomo a lei [...] La cronaca dei giorni che Tamara trascorre al Vittoriale è la cronaca di una tentata seduzione; una cronaca precisa e particolareggiata, ma anche sofferta dalla cronista. Aélis è fortemente interessata all'opera di seduzione e, naturalmente, parteggia per il "Comandante": non solo perché è felice di vedere le attenzioni del "Comandante" dirottate su un'altra persona, ma anche perché non vuole ammettere che un uomo come il suo padrone possa fare "fiasco" con una donna. Aélis registra tutto. Le varie situazioni, tutte ambigue e assai piccanti. Le reazioni di Tamara e quelle del "Comandante". Le confidenze dell'uno e quelle dell'altra. Né trascura la puntuale e illuminante raffigurazione della varia umanità, pressoché tutta composta di donne, che ruotava intorno al poeta in quegli anni. (dalla Presentazione di Piero Chiara)
Giorni tranquilli a Clichy Miller Henry - Es, 2010 - Classici Dell'eros
"Nelle giornate grigie, quando si gelava dappertutto tranne che nei grandi cafés, aspettavo con impazienza di poter trascorrere un'ora o due al Wepler, prima di andare a cena. Il rosso bagliore che avviluppava il locale promanava dal gruppo di sgualdrine radunato come sempre vicino all'entrata. Quando a poco a poco si distribuivano fra i tavolini, il locale diveniva non soltanto caldo e rosato, ma fragrante. Fluttuavano nella luce smorzata come lucciole profumate. Quelle che non avevano la fortuna di trovare un cliente uscivano fuori, adagio, a fare un giretto in strada, per tornare di lì a poco a riprendere il posto consueto. Ne entravano altre con incedere spavaldo, e apparivano fresche e pronte per il lavoro serale. L'angolo dove solevano adunarsi era come una borsa, il mercato del sesso, con i suoi alti e bassi, come ogni genere di commercio. Una giornata piovosa era in genere una buona giornata, così mi pareva. Vi sono due sole cose da fare in una giornata di pioggia, secondo il detto popolare, e le puttane certo non perdevano tempo giocando a carte".