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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Kalos pubblicati nella collana Radici
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- 9791281160347 Il dono speciale di Willie
La Sicilia archeologica di Tommaso Fazello Maurici Ferdinando - Kalós, 2021 - Radici
Tommaso Fazello (Sciacca, 1498 - Palermo, 1570) può essere a buon diritto considerato uno dei padri fondatori della topografia storica e dell'archeologia. Al domenicano originario di Sciacca e al suo paziente e tenace lavoro di ricerca si deve infatti l'identificazione di numerose città antiche della Sicilia che ha permesso di dare un volto alla carta, fino ad allora pressoché vuota, della Sicilia antica. Fazello percorse la sua terra descrivendone attentamente le rovine - che egli definì cadavera - e riuscì a individuare e a identificare correttamente la maggior parte delle principali località archeologiche mettendo sullo stesso piano le città antiche, i monumenti della Sicilia greca e poi romana e persino alcuni siti medievali. Al di là di qualche errore e alcune approssimazioni quasi inevitabili, la grandezza di Fazello sta anche nell'impegno profuso nella salvaguardia e nella difesa del patrimonio culturale. Il suo De rebus siculis decades duæ, inoltre, è stato e rimane uno strumento quotidiano di lavoro per chiunque studi la Sicilia antica, e non solo: la prima decade può essere considerata anche il primo grande libro di viaggio in Sicilia, la prima opera che - dal Grand Tour all'odierno turismo di massa - ha guidato per secoli generazioni di visitatori. Ferdinando Maurici ci accompagna così in questo viaggio, attraverso un ideale colloquio tra passato e presente.
Bastimenti d'inchiostro. La grande emigrazione nella letteratura siciliana (1876-1924) Mazzucchelli Chiara - Kalós, 2024 - Radici
Proprio quando il Paese era finalmente unificato e bisognava "fare gli italiani", milioni di loro decisero di partire per cercare migliori opportunità all'estero, dando il via a un processo di emigrazione rapido e inesorabile che avrebbe progressivamente svuotato intere regioni d'Italia. Di questo terremoto demografico si occuparono al tempo storici, sociologi, economisti e studiosi vari, ma la letteratura sembrò non dedicare la stessa attenzione a questo significativo rivolgimento sociale. Per fortuna, negli ultimi anni, la critica letteraria sia in Italia che all'estero si è occupata sempre più della rappresentazione narrativa del fenomeno migratorio, impegnandosi in un prezioso lavoro di recupero e, in alcuni casi, di scoperta di scritti più o meno noti al grande pubblico. Grazie a questo rinnovato interesse, oggi è possibile affermare che esiste un filone narrativo che riguarda il grande esodo delle classi subalterne italiane all'estero. In questa esplorazione della letteratura sulla Grande emigrazione, attraverso un approccio interdisciplinare, l'autrice si concentra sulle opere di autori e autrici siciliani - Verga, Messina, Capuana, Pirandello tra gli altri - a cavallo tra Otto e Novecento, un periodo che segna l'affermarsi del Verismo e la transizione da questo movimento a un tipo di narrativa più incentrata sulla dimensione soggettiva e psicologica dei personaggi. In particolare, l'analisi si focalizza sui testi che affrontano il tema dell'emigrazione dalla Sicilia verso gli Stati Uniti, che rappresentarono la principale destinazione transoceanica per coloro che partivano dall'isola in quegli anni.
La sinagoga perduta di Palermo. Storia e nuove scoperte sull'impianto dell'antica Meschita Manzella M. Eugenia - Kalós, 2019 - Radici
Dall'osservazione di alcune preesistenze venute alla luce nel 2011 - in occasione della realizzazione di un intervento edilizio privato sul tessuto storico urbano - l'autrice, mettendo a frutto l'esperienza maturata sia sul territorio che presso gli archivi, su tali testimonianze di pietra e sul contesto in cui esse ricadevano ha effettuato studi approfonditi giungendo all'individuazione di significative tracce architettoniche riconducibili all'impianto dell'antico quartiere ebraico e della Sinagoga di Palermo distrutta dopo il 1492. La ricostruzione di un inedito assetto del cortile della Meschita e l'individuazione del sito dell'antica Sinagoga, cuore pulsante della comunità ebraica palermitana a partire dall'epoca normanna, offre un'immagine profondamente diversa di un quartiere di Palermo oggi alquanto trascurato, che vanta invece una storia antica meritevole di essere riproposta. Il quartiere ebraico ricadeva nel nuovo insediamento di espansione urbana denominato "quartiere della Moschea", dove dopo l'allontanamento dei musulmani gli ebrei si espansero e fondarono la loro Sinagoga - la «più grande e bella» tra quelle conosciute - che letteralmente scomparve quando, a partire dal XVII secolo, il complesso conventuale degli Agostiniani vi fu sovrapposto e le trasformazioni urbanistiche legate all'apertura della via Maqueda cambiarono per sempre l'antico volto della città.