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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Nerbini pubblicati nella collana Biblioteca Memorie Domenicane
Infedeli. Esperienze e forme del nemico nell'Europa moderna Mancini Roberto - Nerbini, 2013 - Biblioteca Memorie Domenicane
Si è detto che c'è stato un tempo in cui gli infedeli sono stati sul punto di conquistare l'Europa intera, fare strage dei cristiani e insediarsi a Roma, ponendo così le basi di un dominio politico e religioso illimitato. Si è anche detto che furono le armate cattoliche, che a Lepanto inflissero una sconfitta memorabile ai Turchi nel 1571, a salvare il continente, la sua cultura, la sua religione. Ma questa è una visione del tutto approssimativa perché i rapporti tra cristiani e islamici, e in particolare tra europei e Ottomani, sono stati al tempo stesso proficui e conflittuali, segnati dal rigetto e dalla comprensione, dall'emulazione e dal rifiuto. Da parte cristiana gli 'infedeli' furono infatti soprattutto studiati e ammirati, e non solo combattuti. E altrettanto dicasi di loro, degli islamici: essi svilupparono infatti un interesse profondo per l'occidente cristiano e le sue istituzioni politiche che cercarono perfino in più occasioni di emulare; non si dimentichi che Istanbul fu da loro considerata come la nuova Bisanzio e il potere sultaniale come una continuazione di quello imperiale bizantino, e dunque romano. Questo libro cerca di indagare, al di là dei molti luoghi comuni, quali sono stati i sentimenti che in proposito hanno pervaso gli europei, come e perché sono nati tra XV e XVII secolo, riflettendo sulle categorie di giudizio, le forme e le strategie che sono state approntate per rapportarsi allo straniero.
Dieci secoli di Francia cristiana. «Abbreviatio in gestis et miraculis sanctorum» Mailly Jean De Ferrua V. (Cur.) Dogliani G. (Cur.) - Nerbini, 2018 - Biblioteca Memorie Domenicane
Edizione italiana dell'opera di fra Jean de Mailly, domenicano, confratello del forse più famoso Jacopo da Varazze, autore della "Legenda aurea". L'"Abbreviatio in gestis et miraculis sanctorum" è una presentazione secondo il calendario liturgico dei santi e dei loro miracoli; una sorta di catalogo completo con fine storico-edificante. La denominazione esatta di volumi del genere è "Martirologio", ma questo termine non si addice interamente al presente lavoro perché in esso vengono presentati anche personaggi ed episodi estranei alla tradizione agiografica. Opera di profondo valore storico per l'accurato vaglio delle fonti che effettuò Mailly all'epoca, l'"Abbreviatio" presenta però anche dettagli minori, episodi spesso velati di umorismo, tanto che la lettura è piacevole e scorrevole. Ciò non sminuisce l'obiettivo valore storico del racconto: le stesse intemperanze conferiscono un'aura di serena freschezza che immette il lettore nell'ambiente e ne riducono eventuali approssimazioni.
Domenicani a Costantinopoli prima e dopo l'impero Ottomano. Storie immagini e documenti d'archivio Monge C. (Cur.) Pedone S. (Cur.) - Nerbini, 2018 - Biblioteca Memorie Domenicane
Il volume racconta la storia dei Domenicani in Asia Minore attraverso la vita della comunità italiana di Istanbul, e non solo. Grazie allo studio dei documenti custoditi nell'Archivio domenicano del convento di Sen Piyer (Santi Pietro e Paolo) a Galata, sono riemerse dall'oblio del tempo e dalla polvere delle carte le tante vicende di uomini e donne che hanno avuto un ruolo significativo per la presenza dei frati Predicatori in Turchia e più in generale per la storia culturale della città di Costantinopoli/Istanbul. Il volume ripercorre la lunga parabola dell'Ordine Domenicano in Turchia e in Terra Santa, dall'autunno del medioevo fino alla nostra contemporaneità e all'indomani dell'ottocentesimo anniversario della Confermazione della Regola dell'Ordine (1216/2016). Nella cosmopolita Costantinopoli bizantina, prima, e nella capitale ottomana, poi, i Domenicani furono costantemente presenti, sebbene con alterne vicende. Le tracce monumentali e quelle "umane" sono oggetto specifico dei saggi che il volume raccoglie. Negli ultimi due secoli la rinnovata comunità dei frati italiani ha salvaguardato e custodito nel convento di Galata - riedificato nel 1843 su progetto dell'architetto ticinese Giuseppe Fossati - le memorie dei padri che lo hanno abitato, dei cenobi di Smirne, di Bakirköy e naturalmente della comunità levantina di Istanbul, che ne documentano la storia a cavallo tra la fine dell'impero ottomano e la nascita della Repubblica turca, fino ad oggi. L'opera è suddivisa in tre principali sezioni: "Storia e topografia", "Architettura e storia dell'arte" e "Letteratura e storiografia". Una seconda parte è dedicata ai contenuti della mostra che si è tenuta negli ambienti del convento domenicano dal dicembre 2016 a febbraio 2017, in cui sono stati presentati preliminarmente i risultati di questa ricerca a un pubblico più vasto. Più in generale il volume muove dall'intento di restituire e consegnare alle generazioni future la complessa dimensione identitaria e la ricchezza storico-culturale di un luogo che affonda le sue radici nell'eredità classica, ma che non ha mai rinunciato a farsi interpellare dalla co-presenza di culture diverse pacificamente conviventi.