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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Clean pubblicati nella collana Teca
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- 9791298639522 Black Metal
- 9791281860148 Perché raccontare storie nel XXI secolo
- 9791280336446 Svizzera
- 9791259855749 The most dangerous games. Gioca o muori
- 9791259521927 Acque agitate. Un viaggio intorno al Mar Nero
- 9791256973286 In passing
- 9791256141203 Vie della pace
- 9791223801178 Se dio vuole
- 9788896617090 Every Man his own broker. A guide to exchange-alley
- 9788895903514 Bug
Lina Bo Bardi. Il diritto al brutto e il SESC-Fàbrica da Pompéia. Ediz. illustrata Semerani Luciano Gallo Antonella - Clean, 2012 - Teca
È Lina Bo Bardi che ha inventato il diritto al brutto. Se poi ci chiediamo quale significato abbia avuto, nel caso della Bo Bardi, il progetto, l'organizzazione, la realizzazione spesso simultanea di mostre, di allestimenti, di costruzioni, di scenografie, di giornali e riviste di architettura a iosa, se ci domandiamo se questo può essere il modo di vivere un "nuovo umanesimo", se questi suoi muri "vestiti" di "naturalezza", piuttosto che rivestiti, sono un contributo alla composizione architettonica; bene la risposta è sì, questa è stata una delle risposte più autentiche della "contemporaneità".
Incontri e lezioni. Attrazione e contrasto tra le forme Semerani Luciano - Clean, 2013 - Teca
Il volume ottavo della collana TECA riguarda in particolare le otto lezioni di Luciano Semerani, raccolte nella sua seconda parte, nelle quali viene indagata la natura profonda dell'atto creativo e la sorgente stessa dell'opera d'architettura, quando essa è intesa come opera d'arte. Il desiderio, la corporalità, l'organico, la storia, l'immaginario, il simbolico, il comico sono come filtri attraverso i quali leggere alcune opere d'architettura, basilari per la cultura architettonica del XX secolo. Per cui di volta in volta vengono scelti, per l'esplorazione dei singoli temi, alcuni compagni di viaggio di Semerani e cioè architetti come Lina Bo Bardi, Joe Plecnik, Wright, Muratori, BBPR, Aldo Rossi e John Hejduk o artisti come Malevic e Boccioni. Alla fine viene tentato un discorso che pone l'architettura, come la musica e come tutte le altre forme di espressione, all'interno di percorsi di ricerca paralleli, nei quali è presente, pur nella diversità dei mezzi, una comunanza di problemi compositivi.