Libri di Mal

Bibliografia di Mal: tutti i libri in vendita online editi da Passigli pubblicati nella collana Le Occasioni

Prossime uscite della collana Le Occasioni

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9788836818891 Il signor Procharcin
Febo cane metafisico libro
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LIBRO   9788836816439

Febo cane metafisico Malaparte Curzio   -  Passigli, 2018  -  Le Occasioni

«L'incontro fra un uomo e un cane è sempre l'incontro fra due spiriti liberi, fra due forme di dignità, fra due morali disinteressate»: così scriveva Curzio Malaparte, ricordando il suo primo incontro con Febo, l'«amico Febo», il cane levriero da lui incontrato quando si trovava in esilio a Lipari e da allora suo compagno inseparabile. Al cane Febo, che compare anche nel suo capolavoro narrativo "La pelle", Malaparte ha dedicato diverse pagine; in particolare, due racconti, più un altro abbozzo di racconto, che troviamo qui riuniti, "Febo cane metafisico", "Cane come me" e "Caneluna", a testimonianza di un rapporto sentimentale che chiunque abbia avuto un cane può facilmente comprendere. Febo per Malaparte non è semplicemente un amico, è anche una sorta di proiezione di sé, di un suo 'alter ego': «Se non fossi uomo», scrive ancora lo scrittore, «e non fossi quell'uomo che io sono, vorrei essere cane. Non già, come un Cecco Angiolieri, per abbaiare e mordere, ma per assomigliare a Febo». Del resto, già il suo biografo Giordano Bruno Guerri ricordava che lo scrittore amava i cani «con un trasporto e una dedizione che non mostrò per gli uomini. E non era un attaccamento di tipo estetico e decadente come quello di D'Annunzio per i suoi celeberrimi levrieri. Malaparte amava i suoi cani perché erano, diceva "come me"». La storia di Febo si intreccia con l'esilio di Malaparte in queste pagine davvero memorabili. Completa il nostro volume un raro articolo dello scrittore dedicato ai Cani di Maremma.

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LIBRO   9788836810086

Racconti indiani. Testo francese a fronte Mallarmé Stéphane  Manfredi C. (Cur.)   -  Passigli, 2006  -  Le Occasioni

Apparsi per la prima volta postumi nel 1927, i "Racconti indiani" di Stéphane Mallarmé (1842-1898) hanno, come altre opere del grande poeta, un'origine 'd'occasione'. Verso la fine del 1892 MalIarmé, frequentatore assiduo del salotto di Méry Laurent, vi incontra Edmond Fournier, che gli parla dei "Contes e légendes de l'Inde ancienne" di Mary Summer (1878), che trova molto interessanti e attraenti ma un po' deboli stilisticamenre. Mme Laurent, presente alla conversazione, si augurava allora di vederli riscritti da Mallarmé, che dunque volle venire incontro al desiderio dell'amica, scegliendone alcuni. E certamente questi racconti devono molto a quelli di Mary Summer, anche se, come già notava M.C. Cuénot in un suo articolo, "sarebbe sbagliato credere che l'intervento di Mallarmé si sia limitato a qualche ritocco qua e là. Egli ha anzi operato diversi cambiamenti di dettaglio e d'insieme particolarmente rivelatori del suo genio". Né, d'altra parte, l'origine 'd'occasione' dei "Racconti indiani" deve far pensare a qualcosa di forzato o di esteriore, ad una precaria adesione dello scrittore al suo soggetto. In realtà, il tema esotico, che percorre tutto il Romanticismo francese, acquisisce un rilievo ancora maggiore proprio nei padri della poetica simbolista e il poeta di "Erodiade" non poteva non restare affascinato da questo viaggio in Oriente tutto letterario, ma nel quale distanza geografica e distanza culturale trovano composizione nella parola.

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LIBRO   9788836815869

Muss. Ritratto di un dittatore Malaparte Curzio   -  Passigli, 2017  -  Le Occasioni

"Muss. Ritratto di un dittatore", è un documento prezioso per comprendere il complesso e spesso conflittuale rapporto di Malaparte con il fascismo. La sua stesura, iniziata durante la permanenza di Malaparte a Parigi, ha occupato un lasso di tempo di venti anni, dal 1931 fino ai primi anni Cinquanta. Proprio questa lunga gestazione è il miglior indice del travagliato rapporto di Malaparte con il regime e più ancora con la figura di Mussolini. Previsto inizialmente come una biografia di Mussolini con il titolo "Il Caporal Mussolini", il saggio si è in realtà sviluppato come un'analisi critica del fascismo, che a Malaparte appariva nei suoi tratti di stato di polizia come l'ultimo portato della Controriforma. Oltre che sul rapporto dello scrittore con il fascismo, le pagine di Muss sono interessanti proprio per l'acuto giudizio critico di Malaparte anche sul nascente nazismo, visto come un primo esempio di dittatura moderna capace di indurre il popolo a credere che «il dittatore moderno sia un essere soprannaturale». Non deve dunque sorprendere che poco dopo il suo ritorno in Italia Malaparte venisse arrestato nel 1933, su denuncia di Italo Balbo, con l'accusa di avere svolto all'estero attività antifasciste, e inviato al confino sino al 1934, quando venne riabilitato dallo stesso Mussolini. Lo scritto "Il grande imbecille" completa questo volume.

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