Libri di Mar
Bibliografia di Mar: tutti i libri in vendita online editi da Il Prato pubblicati nella collana Arte
Prossime uscite della collana Arte
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282609012 La pittura di Wanda Guanella. L'arte per imparare a vivere. Ediz. illustrata
- 9791282098106 Guidi-Tancredi. Un nodo invisibile
- 9791281808447 La linea del contemporaneo. Pasolini, Roberto Longhi
- 9791281808379 Lorenzo Amadori. Leggerezza. Catalogo della mostra (Pesaro, 4 aprile-3 maggio 2026)
- 9791280717627 The Francis Bacon Collection. Ediz. italiana e inglese
- 9791259583109 Gozzi e tiroidi nell'arte
- 9791259583086 La Reggia di Versailles
- 9791259582911 Thérèse Rivière. Storia di uno sguardo
- 9791259561282 In coscienza
- 9791255612728 Ceramiche. Walt Disney. Zaccagnini 1938-1958
Nel segno della croce Marangon Dino - Il Prato, 2026 - Arte
Il segno della croce è un paradosso: allo stesso tempo rappresenta scandalo e stoltezza, potenza e sapienza. La croce, con l'uomo crocifisso, è simbolo dell'innocente sacrificato alle ragioni del potere, è lo scandalo della morte di un bambino, è la stoltezza di ogni guerra. La croce, con l'uomo crocifisso, è la misura di un amore smisurato, di un dono generativo di vita, di una libertà e gratuità assolute. È sempre l'Uomo al centro: è lui che fa della croce uno strumento di morte oppure una sorgente di vita. La croce è il segno per eccellenza dei cristiani. La sua rappresentazione è cambiata nel corso della sua storia. Nei primissimi secoli al segno della croce si preferivano altri simboli come il pesce, l'àncora, i pani. La croce era un patibolo, uno strumento per eseguire le condanne a morte e quindi qualcosa di obbrobrioso. A partire dall'imperatore Costantino la croce inizia ad essere rappresentata. In tutta la prima parte del Medioevo (fino all'inizio del XIII secolo) la Croce era raffigurata come albero di vita, come segno di vittoria, ricca di pietre preziose. La vediamo nei mosaici delle basiliche di Ravenna, nel mosaico della Basilica di san Clemente a Roma. Con l'avvento degli ordini mendicanti (francescani e domenicani, XIII secolo) il Cristo risorto e vittorioso con gli occhi ben aperti è sostituito dal Cristo sofferente, "passo", morto. Emblematici di questo periodo sono i crocifissi di Cimabue e Giotto. Oggi la croce/il crocifisso tendono ad essere simbolo di ogni sofferenza umana. Le crocifissioni di William Congdon sono tra le più significative. Questo catalogo della mostra "Nel segno della croce" si pone in questo filone contemporaneo della rappresentazione del simbolo cristiano diventato simbolo universale.
Abito su misura e abito pronto: mercanti di tessili, sarti e strassaroli a Padova nel XV secolo. Gli inventari delle botteghe di Maestro Nicolò strassarolo (T 1403) e di Maestro Nicolò Albanese sarto (T 1475) Martellozzo Forin Elda - Il Prato, 2026 - Arte
Il tessile dei secoli passati, come la gioielleria, è un comparto che ci è pervenuto generalmente in modo frammentario e in quantità limitate rispetto alla produzione che ebbe. interno. Fu un mondo articolato, che abbisognò di maestranze specializzate e di uno strumento meccanico, il telaio, che dal modello verticale passò al più complesso sistema orizzontale. Il volume rende noto un complesso di documenti d'archivio davvero rilevante. Ne ricaviamo informazioni sulla moda, si riesce a cogliere anche qualche indicazione, più sfumata, sull'andamento della moda, che, nel Cinquecento conosce una virata, soprattutto nell'abbigliamento maschile. Il ciclo di vita del tessile, si è detto, è lunghissimo e nulla di esso va perduto o spreca- to: da preziose braccia di seta auroserica deriva una veste di pregio, riadattata via via per la figlia della nobildonna, o per una dama del suo seguito, ridotta a un paio di mani- che, oppure smontata e ceduta a una chiesa per ricavarne una pianeta, oppure immessa nel fiorente e diffuso commerciosecond hand, rivenduta, sfruttata fino alla consunzione del materiale, da cui poi si estraevano i fili d'oro e d'argento, prima di immettere il residuo tessile nel processo di fabbricazione della carta. Il riciclo del tessile è in mano aglistrazzaroli, che sono in rapporto, talvolta conflittuale, con i sarti e che hanno una attività apparentata con quella degli ebrei, analogamente ben presenti della gestione dei tessili di pregio.
Argenti, ori e gemme dei padovani nel XV e nel XVI secolo. Le botteghe dei maestri Viviano Bonzi (1569) e Andrea Spinello (1612) orefici Martellozzo Forin Elda - Il Prato, 2026 - Arte
Nei documenti qui raccolti si disegna un microcosmo di strette connessioni tra gioielli, sistemi vestimentari, accessori, suppellettili in metallo prezioso per la casa. Gli oggetti di pregio sono descritti, inventariati, talvolta pesati e stimati e ogni informazione è per lo storico preziosa per comprendere: la stessa scansione degli inventari, che generalmente mette ai primi posti le cose di valore più importante, fa comprendere in filigrana usi, consuetudini, obblighi di relazione. I gioielli sono prodotti eccezionali della cultura materiale, intesa come campo di ricerca interdisciplinare, perché sono 'dispositivi' sociali e simbolici, che parlano di cultura, di economia, di credenze, di rapporti sociali, di veri legami tra le persone e le cose. Parte fondamentale di questo volume è l'Indice dei nomi di persona. Famiglie e personaggi ben noti della Padova tra la fine dell'età carrarese e l'imporsi della domina- zione veneziana, in questo libro acquistano, tesaurizzano, vendono, scambiano, danno in pegno, disfano, riutilizzano; frequentano le botteghe degli orefici, i banchi degli ebrei, in un clima non facile, in secoli stravolti da epidemie, guerre, ritorsioni, entro contesti in cui l'usura, nascosta, mascherata o appena sussurrata intaccava le borse - e forse l'anima - di tanti e diversi ceti sociali.