Libri di Mar
Bibliografia di Mar: tutti i libri in vendita online editi da Marsilio pubblicati nella collana Iuav Documenti
L'architettura come testo e la figura di Colin Rowe. Ediz. italiana e inglese Marzo M. (Cur.) - Marsilio, 2010 - Iuav. Documenti
Critico, teorico e docente di architettura, Colin Rowe è tra le figure che hanno maggiormente influenzato il modo di studiare, pensare e fare l'architettura e l'urbanistica nella seconda metà del XX secolo. Questo libro costituisce un fondamentale contributo all'approfondimento della sua figura e alla rimessa in gioco delle principali questioni affrontate dai suoi studi: dalla composizione architettonica al rapporto tradizione/modernità, dal carattere degli edifici alla interpretazionc della città come complesso e straordinario archivio di forme e di vuoti, di oggetti e di texture. Da La matematica della villa ideale a Collage City fino a L'architettura delle buone intenzioni, gli scritti di Colin Rowe hanno costituito e costituiscono un imprescindibile terreno di confronto per chi si occupa di progetto alla scala urbana come a quella dell'edificio. Attraverso le letture multidisciplinari di progettisti, di storici dell'architettura e di urbanisti, le pagine di questo volume guidano il lettore alla comprensione del metodo di uno studioso che allievo di Wittkower al Warburg Institute prima e maestro di Stirling e mentore di Eisenman poi - indagava le ragioni formali del primo e dell'ultimo Le Corbusier attraverso Palladio e Schinkel, leggeva la città come un collage col suo sfondo e le sue figure e analizzava le architetture come testi in attesa di essere letti.
Fare centro. Proposte per il centro città di Mestre. Ediz. illustrata Martinelli P. M. (Cur.) - Marsilio, 2009 - Iuav. Documenti
"Un gruppo di maestri dell'architettura italiana si confronta, insieme ai propri allievi, su un tema estremamente attuale: dare un centro a un'area di periferia diventata più grande della città da cui è nata. Il distacco di Mestre rispetto a Venezia è un caso particolare ma non anomalo rispetto a quelli che sono i fenomeni dello sviluppo metropolitano. I sociologi, i geografi, gli ambientalisti, gli storici dell'architettura che non sono tenuti al "fare", inventano ciascheduno una teoria: le città diffuse, le città globali, le morti dell'architettura, i vuoti, gli spazi virtuali ecc. ma non sono intenzioni che nascono dal "fare". Sono constatazioni di una patologia, non tecniche terapeutiche. Può l'architettura con le sue tecniche proporre qualcosa? Anche dimenticando Venezia (per non ritrovarla falsa), ma senza rinunciare all'idea di città. Vincendo la stessa volontà di astinenza, la stessa coscienza di impotenza a intervenire con intenzione nella realtà, come se le città, come se le metropoli non avessero bisogno di progetti e si facessero da sé. Carattere peculiare dell'arte è il fare e nel fare, mentre si fa, si inventa il modo di fare. Qui si forma allora uno spartiacque tra l'invenzione del modo di fare mentre si fa e la descrizione che non fa. Questo libro, sul ponte che porta da Venezia alla terraferma, invita a non alzare bandiera bianca." (Luciano Semerani)