Libri di Vichi Marco

Bibliografia di Vichi Marco: tutti i libri in vendita online editi da Tea pubblicati nella collana I Grandi Tea

Marco Vichi è nato nel 1957 a Firenze e vive nel Chianti. Presso Guanda ha pubblicato i romanzi: L’inquilino, Donne donne, Il brigante, Un tipo tranquillo, La vendetta, Il contratto, La sfida, Il console; le raccolte di racconti Perché dollari?, Buio d’amore, Racconti neri; la serie dedicata al commissario Bordelli: Il commissario Bordelli, Una brutta faccenda, Il nuovo venuto, Morte a Firenze (Premio Giorgio Scerbanenco – La Stampa 2009 per il miglior romanzo noir italiano), La forza del destino, Fantasmi del passato; il graphic novel Morto due volte, con Werther Dell’Edera, e la favola Il coraggio del cinghialino. Ha inoltre curato le antologie Città in nero, Delitti in provincia, È tutta una follia, Un inverno color noir e Scritto nella memoria. Il suo sito internet è www.marcovichi.it

Prossime uscite della collana I Grandi Tea

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9788850275717 I casi delle donne del club omicidi. Vol. 1
LIBRO   9788850244867

Morte a Firenze. Un'indagine del commissario Bordelli. Ediz. illustrata Vichi Marco   -  Tea, 2016  -  I Grandi Tea

Firenze, ottobre 1966. Non fa che piovere. Un bambino scompare nel nulla e per lui si teme il peggio, forse un delitto atroce. Il commissario Bordelli indaga disperatamente, e durante le indagini arriva l'alluvione... La notte del 4 novembre l'Arno cresce s'ingrossa, va a lambire gli archi di Ponte Vecchio, supera gli argini e la città è travolta dalla furia delle acque. Le vie diventano torrenti impetuosi... «Faceva un gran freddo, e la stanza era rischiarata dalla luce del giorno. Bordelli andò ad aprire la finestra. Sotto il cielo limpido, lo spettacolo era ancora più desolante. Il fango se n'era andato quasi del tutto, lasciando in regalo automobili sfasciate, portoni sfondati e saracinesche sventrate, macerie di ogni genere portate dalla furia della corrente. Una spessa riga di nafta ancora umida segnava i muri a più di tre metri di altezza. In lontananza si sentiva il suono lamentoso di molte sirene, e il motore regolare degli elicotteri. I fantasmi della notte cominciavano a uscire di casa, pallidi, sfiniti, lo sguardo incredulo. Sciaguattavano nella melma con gli stivali o con le scarpe fasciate da sacchetti di plastica legati alle caviglie, guardandosi intorno con gli occhi divorati dalla stanchezza. Ogni tanto una sirena si staccava dal coro e sembrava avvicinarsi, poi si allontanava e tornava a confondersi con le altre.»

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