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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Mondadori pubblicati nella collana Sentieri
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- 9788893281911 Tra le onde e il velo
Io mangio tutto. Come donare ai propri figli un rapporto sereno con il cibo Nannini Pilar - Mondadori, 2023 - Sentieri
Per molti genitori il momento dei pasti è il più temuto della giornata. Pioggia di pappette e bocconi dappertutto, pezzetti di verdure selezionati e scartati, manine determinate a portare alla bocca solo pasta e biscotti. Niente paura! Anche se la selettività alimentare può essere una fase transitoria della crescita e scomparire naturalmente, non significa che non si possa evitare. I bambini selettivi vengono spesso descritti come «schizzinosi», oppure «dai gusti difficili», perché tendono a selezionare e scartare alcuni cibi. Pilar Nannini, pediatra e nutrizionista, va alla radice di questo atteggiamento per decifrarne le cause e proporre efficaci soluzioni. Innanzitutto ci ricorda che le preferenze alimentari del bambino prendono forma fin dal giorno del concepimento, influenzate dal comportamento della mamma, e continuano a modellarsi durante la crescita in base alle abitudini dei genitori. Ci svela poi che, spesso, il trucco per superare la selettività sta nel gioco di squadra. La collaborazione di tutta la famiglia (zii, nonni, tate e educatori inclusi), la fiducia reciproca e il trascorrere insieme tempo di qualità diventano quindi gli ingredienti segreti di ogni piatto mangiato con gusto. Dall'infanzia all'adolescenza, infatti, i pasti consumati in famiglia, senza cellulari e tablet, commentando i sapori e i benefici di ciò che è in tavola, saranno l'esempio necessario per educare i bambini ad avere un buon rapporto col cibo. Rivolto ai genitori che fanno fatica a far mangiare i propri figli, Io mangio tutto offre consigli per avvicinare i bambini selettivi a un ventaglio di sapori nuovi, proponendo menu stagionali e mai noiosi, ricchi di gusti e consistenze adatte a tutte le età. Perché solo abituandosi a sperimentare cibi sempre diversi, a conoscerli attraverso i cinque sensi e partecipando attivamente alla loro preparazione i bambini potranno sviluppare preferenze alimentari sane e bilanciate, che li accompagneranno per tutta la vita.
Sul filo di lana. Come riconnetterci gli uni con gli altri Napoleoni Loretta - Mondadori, 2019 - Sentieri
Il lavoro a maglia è una metafora perfetta, non solo per parlare di ricordi personali, vicende sentimentali e aneddoti familiari, ma anche, ampliando la prospettiva, per raccontare meccanismi globali economici e politici. Ce lo dimostra Loretta Napoleoni in questo libro che tratta di sociologia e di politica, ma è anche un doloroso viaggio alla scoperta di sé, dei propri limiti e delle proprie risorse. Il viaggio della maglia ha inizio tra il 6000 e il 4000 a.C., quando i nostri progenitori avevano messo a punto un metodo rudimentale per creare degli indumenti e ripararsi così dalle intemperie, e prosegue attraverso il medioevo e il rinascimento con le corporazioni di lavoratori dell'arte della lana e il successo in tutta Europa dei filati e tessuti italiani. Passa per la rivoluzione francese, con le sue "tricoteuses" che sferruzzavano sedute davanti alla ghigliottina, e per quella americana cui hanno contribuito le pioniere, le famose «api che sferruzzano», per arrivare alla Grande Guerra, quando gli indumenti di lana fatti a mano da chi stava a casa hanno contribuito a tener caldi i soldati in trincea, e alla seconda guerra mondiale, quando le spie-magliaie si sono servite della maglia come di un codice segreto per inviare messaggi che non dovevano essere intercettati. Dopo un periodo di stasi, il lavoro a maglia è poi tornato alla ribalta negli anni Sessanta con il movimento hippie, diventando uno strumento di rifiuto dell'omologazione e del consumismo imposti dal «sistema». In anni recenti le neuroscienze hanno scoperto che i tessuti fatti ai ferri sono ottimi per rappresentare concetti della fisica d'avanguardia difficili da ricreare con altri materiali, ma anche che lavorare a maglia ha sulla mente e sul fisico gli stessi effetti terapeutici calmanti e rilassanti dello yoga e della meditazione. E il movimento femminista ha infine smesso di considerare quest'attività un simbolo della sottomissione femminile, ma l'ha anzi rivalutata tramutandola in un segno di liberazione dagli stereotipi di genere. Oggi in tutto il mondo si assiste a fenomeni di mobilitazione spontanei come lo "yarn bombing" e l'"urban knittering", veri e propri gridi di protesta pacifici contro le diseguaglianze di ogni tipo, sociali, razziali e di genere, contro gli aspetti più deleteri della globalizzazione, l'ecodevastazione del nostro pianeta e la dilagante realtà virtuale, nel cui freddo cyberspazio siamo allo stesso tempo strettamente connessi e spaventosamente isolati. Siamo disorientati e abbiamo un disperato bisogno di strategie e strumenti per «guarire» la società in cui viviamo. Guardando al passato, ci accorgiamo che il lavoro a maglia è sempre stato un leit motiv, un filo conduttore, una sagola che ha permesso all'umanità di attraversare in sicurezza i mari tempestosi delle transizioni epocali. Ed è per questo che ancora oggi può aiutarci a intrecciare relazioni in modo più creativo e a ritrovare il bandolo della matassa delle nostre vite.