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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Piemme pubblicati nella collana Progetti Speciali Pm
Perché (non) fare il medico Nucci Paolo - Piemme, 2021 - Progetti Speciali Pm
In quest'ultimo anno, causa pandemia, la figura del medico è stata al centro di elogi smisurati e critiche spietate, ma per tutti rappresenta una categoria indispensabile per fronteggiare le malattie e le paure che ne conseguono. "Perché (non) fare il medico" passa in rassegna le fasi che si susseguono nel corso della vita professionale di un medico, mettendone in luce i moventi, le fonti di preoccupazione, di soddisfazione e le responsabilità. E, soprattutto, cerca di rispondere ad alcune domande fondamentali: perché scegliere di fare il medico? Come si diventa medici? Come ci si sente, una volta che si è medici? Perché smettere di farlo? Un testo agile e accessibile rivolto a tutti, allo studente (o aspirante) di medicina come allo specializzando, ai medici professionisti, ai docenti di medicina, ai pazienti e a chiunque abbia mai pensato, anche solo per un momento, di abbracciare la professione, o sia semplicemente curioso di saperne di più. Una sorta di diario di bordo per capire come si affrontano temi e problemi diversi, quali l'importanza della formazione continua e dell'aggiornamento delle competenze, la sofferta problematica del contenzioso medico-legale e della medicina difensiva, oltre al complesso rapporto con i colleghi, e i cambiamenti della medicina rispetto al passato. "Perché (non) fare il medico" cerca, attraverso il vissuto di un professionista di grande esperienza come Paolo Nucci, senza sconti e mezze verità, di offrire uno scorcio onesto e sincero dell'universo medico, anche riguardo a quegli aspetti del "mito" che fanno parte del bagaglio d'ineffabilità che la professione ippocratica porta con sé da millenni.
Allora mi curo da solo. Cinquanta cose da evitare per il bene di tutti Nucci Paolo - Piemme, 2026 - Progetti Speciali Pm
«Ho imparato presto che la medicina non è fatta solo di diagnosi giuste o sbagliate. È fatta di tempi, di parole, di omissioni, di silenzi. Di ciò che il paziente dice, ma soprattutto di ciò che non riesce a dire. Di ciò che il medico vede, ma anche di ciò che sceglie di non vedere perché disturbante, complesso, faticoso. La medicina critica, quella vera, non è cinica. È una medicina che dubita, che si interroga, che sa di non essere onnipotente e, proprio per questo, evita di mentire». Un libro prezioso, un piccolo manuale di sopravvivenza contro la tentazione sempre più frequente di curarsi da soli. Pazienti sfiduciati, tempi di attesa infiniti, percorsi frammentati, medici trattati alla stregua di dispenser automatici di farmaci o ricette, intelligenze artificiali consultate continuamente e per qualsiasi accenno di sintomo. Dottori stanchi di vedersi esautorati e sempre più distanti, che non fanno che aggravare la sensazione diffusa di solitudine, di abbandono. Quasi una profezia che si autoavvera. Ma tutto questo non ha nulla a che fare con la medicina «vera», quella giusta, che dovrebbe essere un'alleanza tra medico e paziente, non certo una lotta. Queste pagine innescano dubbi, aprono riflessioni, accendono lampadine. Parlano a ognuno di noi, alle nostre paure, alle nostre ipocondrie, alle ingenuità in cui tutti cadiamo e ai rischi che spesso non sappiamo di correre. Dopo anni di esperienza sul campo, l'autore ce lo dice a gran voce: l'errore più grande non è sbagliare terapia, ma pensare di poter fare a meno della relazione.
La Repubblica della casa. Per l'Italia che vuole tornare ad abitarsi Napoli Andrea - Piemme, 2026 - Progetti Speciali Pm
Nell'Italia del dopoguerra, ferita ma capace di guardare con slancio al futuro, hanno preso forma le città che ancora oggi abitiamo. L'idea era chiara: continuare a costruire, casa dopo casa, quartiere dopo quartiere, come se la crescita edilizia fosse sinonimo di crescita civile. Forte di questa fiducia, in breve il «mattone» è diventato per le famiglie italiane la principale forma di ricchezza e un simbolo - apparentemente inscalfibile - di sicurezza economica e privata. Ma con il tempo questo modello ha cominciato a mostrare crepe via via più profonde, fino a sgretolarsi. Oggi molti immobili italiani sono inaccessibili, inacquistabili, invendibili, difficili da affittare. Così, da motore del benessere, per milioni di cittadini il «mattone» si è trasformato in un freno, a volte in un incubo. Eppure avere accesso a una casa dignitosa, ben collegata, a un prezzo sostenibile, sembra incidere sulle prospettive di vita molto più del titolo di studio o della professione esercitata. Perché la casa è la base materiale dell'eguaglianza e il fondamento democratico di qualsiasi società. Per invertire questa tendenza, senza i tecnicismi e il lessico burocratico dei contratti locativi, La Repubblica della casa ricostruisce un quadro fedele della salute abitativa delle città italiane, facendosi manifesto di una nuova politica inclusiva dell'abitare.