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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Queriniana pubblicati nella collana Biblioteca Biblica

Il cavaliere, l'amata e satana. Sentieri odierni del vento nell'Apocalisse libro
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LIBRO   9788839920300

Il cavaliere, l'amata e satana. Sentieri odierni del vento nell'Apocalisse Manzi Franco   -  Queriniana, 2020  -  Biblioteca Biblica

L'Apocalisse di Giovanni - libro sacro ed enigmatico, che parla di angeli e demoni, di visioni celesti e sciagure terrene - intriga gli spiriti più curiosi e quelli più superstiziosi. A chi crede in Cristo suggerisce però, ancora oggi, «ciò che lo Spirito dice alle Chiese»: il Risorto, che appare in visione al profeta Giovanni come un cavaliere su un destriero bianco, ha già vinto e continua a sconfiggere Satana e le forze mortifere da esso dispiegate contro la Chiesa, l'amata fidanzata di Cristo stesso. Prendendo parte a tale vittoria, essa si appresta a diventare sua sposa per sempre. Il presente saggio decifra magistralmente alcune tra le più misteriose profezie di cui è colma quest'ultima opera del Nuovo Testamento. Richiamando quattro parole-chiave - storia, profezia, liturgia, teologia -, l'autore giunge a un'acquisizione interessante: il veggente dell'Apocalisse ha offerto ai lettori una sorta di manuale di discernimento spirituale dei segni di Dio. A questo scopo ha fatto uso di numerosi simboli (astri, numeri, colori, animali, città ecc.) per insegnare ai cristiani perseguitati dall'Asia Minore della fine del I secolo - ma anche ai nostri contemporanei - a riconoscere l'appello di Dio nei fatti della storia, nei sentieri della Chiesa e nelle vicende stesse della vita. Con un linguaggio limpido, attuale e teologicamente fondato, il libro aiuta a superare un approccio fondamentalista all'Apocalisse, libro biblico di perenne attualità.

€ 20.00 € 19.00
Lettera agli efesini. Introduzione, traduzione e commento libro
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LIBRO   9788839920157

Lettera agli efesini. Introduzione, traduzione e commento Montagnini Felice   -  Queriniana, 1994  -  Biblioteca Biblica

a lettera agli Efesini è stata definita "scritto senza patria", e tale appare veramente a prima impressione. Ma una lettura attenta consente di rettificare questo giudizio. Più che "senza patria", si tratta di uno scritto caleidoscopico, nel quale ciò che a prima vista si presenta chiaro resta poi avvolto nell'ombra, e, al contrario, quello cha appare sfuggente tende ad assumere contorni abbastanza definiti. Chiari appaiono i destinatari ("i santi che sono in Efeso") e il mittente (l'apostolo Paolo, "prigioniero di Cristo", "prigioniero nel Signore"). Ma né l'una né l'altra indicazione trova riscontro nel contenuto della lettera, poiché questa non conserva traccia dei lunghi e significativi rapporti intercorsi fra l'Apostolo e la metropoli dell'Asia e, più che a una precisa comunità - con specifici problemi, pregi e difetti - sembra indirizzata a un insieme di chiese, e inoltre può esser diretta alla cristianità di ogni tempo più di quanto non lo sia qualsiasi altra lettera paolina. A differenza di mittente e destinatario, il contenuto si presenta difficile da decifrare e appesantito da un procedere stilistico che, specialmente nei passi di marcata rilevanza dottrinale, giunge fino a rasentare l'artificio. Ma, se si confronta la cristologia e l'ecclesiologia della lettera agli Efesini con quelle delle altre lettere, specialmente la lettera ai Colossesi, risulta chiaro che queste stanno in stretto rapporto con il corpus paolino, al quale si richiamano sviluppandone la dottrina. Lo sviluppo appare di stampo cattedratico; ma insieme ha presente una situazione di difficoltà dei destinatari - chiunque essi siano -, poiché gli ex-gentili faticano ad entrare a fondo in comunione con i cristiani provenienti dal giudaismo. In via di ipotesi si può pensare che questa difficoltà, sempre latente nelle cristianità paoline, si sia aggravata in seguito alla guerra giudaica del 66-70 d.C. e alla conseguente massiccia emigrazione dalla Palestina degli abitanti, compresi i cristiani, i quali cercavano scampo nelle regioni circostanti, fino alla provincia romana dell'Asia. La lettera, più che prender di petto la situazione, mette in risalto il motivo nel quale affonda le radici il dovere della comunione. In questa, infatti, si riflette il "mistero", cioè il principio di unità che Cristo introduce nel creato: prima nel cosmo, che grazie a lui non appare come agglomerato casuale, ma come un insieme armonico; poi nella storia, che è segnata dalla riconciliazione di giudei e gentili; infine nella coppia e nella famiglia cristiana.

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