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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Salerno pubblicati nella collana Fuori Collana
Prossime uscite della collana Fuori Collana
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282506021 Cronologia di una vita dal vivo
- 9791282485128 La grande meraviglia del Pollino. Ediz. illustrata
- 9791282485111 Il mondo è vostro. Crescere con l'intelligenza artificiale
- 9791282485104 Che emozione sei?
- 9791282138178 Skinna
- 9791281956568 Radici di carta
- 9791281956490 La festa del mio temporale
- 9791281956483 Sicilia segreta. Atlante sentimentale dell'isola
- 9791281936072 Il caso Charlie Kirk. Uno sparo dal buio
- 9791281936041 Miti e segreti del GP di Monaco
Gli incunaboli della Biblioteca Universitaria di Napoli. Catalogo Petrella G. (Cur.) - Salerno, 2022 - Fuori Collana
Il catalogo degli incunaboli della Biblioteca Oratoriana dei Girolamini di Napoli, pur ancora parziale, è il primo risultato della Scuola di Alta Formazione in « Storia e filologia del manoscritto e del libro antico », diretta da Andrea Mazzucchi e istituita nel 2017 con una convenzione dell'Università degli Studi di Napoli « Federico II » e del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo per reagire all'odioso reato che nel 2012 aveva privato la Biblioteca di una porzione sostanziosa del suo patrimonio librario, imponendone una dolorosa quanto inevitabile chiusura. Il catalogo che vede ora la luce, frutto dell'impegno dei venti allievi della Scuola coordinati da Giancarlo Petrella, restituisce un primo segmento di tale secolare patrimonio, disvelando agli studiosi e alla collettività, per la prima volta in assoluto, ventisette degli oltre cento incunaboli che le fonti storico-bibliografiche interne testimoniano si conservassero tra le mura del complesso Oratoriano. Un percorso tanto suggestivo quanto atteso tra le pieghe della più antica biblioteca napoletana, che delinea modalità e diacronie nella formazione del fondo librario dei Girolamini. Lo scavo nei cataloghi storici - dal più antico del 1677, testimone bibliografico dell'originario fondo Filippino, a quello compilato da Alfonso Patturelli nel 1875 - consente di stilare, pur in absentia librorum, un elenco assai attendibile dei circa 120 incunaboli posseduti dalla Biblioteca prima del 2012, avviandone una necessaria destratificazione. Attraverso tale sentiero bibliografico emerge il sostanziale contributo, nell'ordine di una trentina di edizioni, molte delle quali manuziane, offerto all'incremento della dotazione incunabolistica Oratoriana dalla collezione del giurista napoletano Giuseppe Valletta (1636-1714), che i Girolamini acquisirono nel 1726. Pur circoscritta ai soli 27 incunaboli rimasti o riassegnati con sicurezza alla Biblioteca, l'indagine ha portato in superficie ben 17 esemplari mai censiti nei piú noti repertori bibliografici quattrocenteschi (IGI, ISTC ), con un già sostanzioso incremento alla conoscenza del patrimonio incunabolistico Oratoriano. Degno di attenzione è soprattutto il recupero di un terzo esemplare pergamenaceo, l'unico oggi noto in Italia, dell'Officium Beatae Mariae Virginis stampato a Napoli nel 1487 dal tipografo di origini tedesche Christian Preller, impreziosito da un raffinato apparato decorativo di matrice probabilmente napoletana. La registrazione delle molteplici tracce depositatesi sulle pagine restituisce infine la reale dimensione storica dei singoli esemplari, nella complessità delle loro relazioni diacroniche e delle idiosincratiche peculiarità, ricostruendone, fin dove possibile, i tragitti percorsi dal momento in cui uscirono dalla tipografia fino al loro arrivo sugli scaffali della biblioteca.
Gli incunaboli della Biblioteca Oratoriana dei Girolamini. Un primo catalogo Petrella G. (Cur.) - Salerno, 2019 - Fuori Collana
Il catalogo degli incunaboli della Biblioteca Oratoriana dei Girolamini di Napoli, pur ancora parziale, è il primo risultato della Scuola di Alta Formazione in «Storia e filologia del manoscritto e del libro antico», diretta da Andrea Mazzucchi e istituita nel 2017 con una convenzione dell'Università degli Studi di Napoli «Federico II» e del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo per reagire all'odioso reato che nel 2012 aveva privato la Biblioteca di una porzione sostanziosa del suo patrimonio librario, imponendone una dolorosa quanto inevitabile chiusura. Il catalogo che vede ora la luce, frutto dell'impegno dei venti allievi della Scuola coordinati da Giancarlo Petrella, restituisce un primo segmento di tale secolare patrimonio, disvelando agli studiosi e alla collettività, per la prima volta in assoluto, ventisette degli oltre cento incunaboli che le fonti storico-bibliografiche interne testimoniano si conservassero tra le mura del complesso Oratoriano. Un percorso tanto suggestivo quanto atteso tra le pieghe della piú antica biblioteca napoletana, che delinea modalità e diacronie nella formazione del fondo librario dei Girolamini.
Canzoniere, Trionfi. Commentario all'edizione in fac-simile. Ediz. a colori Petrarca Francesco Frasso G. (Cur.) Mariani Canova G. (Cur.) Sandal E. (Cur.) - Salerno, 2016 - Fuori Collana
Nel 1470 vide la luce a Venezia, per i tipi di Vindelino da Spira, la prima stampa delle poesie volgari di Francesco Petrarca: i "Rerum vulgarium fragmenta" e i "Triumphi". Fu un evento, garantito dal fatto che precedette persino la Commedia di Dante, la cui prima stampa uscirà solo nel 1472 (tre nel medesimo anno; ma ben dodici furono le stampe del Petrarca tra il 1470 e il 1478). Un esemplare di questo prezioso (e oggi rarissimo) incunabolo fini nelle mani di Antonio Grifo, letterato veneziano, rimatore egli stesso e appassionato lettore di Petrarca (e di Dante), che si applicò in una singolare opera di "commento" dei testi petrarcheschi, costituita da fitte postille manoscritte ai versi e da un ampio apparato illustrativo che, nella tradizione trecentesca dei codici miniati, cercava di dare un'interpretazione figurativa del testo poetico. Il Canzoniere queriniano risulta infatti l'unico testimone della produzione poetica volgare di Petrarca in cui ogni componimento appaia corredato di sue proprie illustrazioni, tanto più suggestive in quanto opere di un miniatore evidentemente lontano dalle forme stereotipate della tradizione di scuola, originalissimo nella rappresentazione figurativa del messaggio poetico petrarchesco. Grazie alla puntuale esegesi, "critica" e figurativa, del Grifo, questo esemplare è diventato un sontuoso "manoscritto" cartaceo, in cui il dettato petrarchesco impresso tipograficamente viene corredato di un grandioso apparato di chiose manoscritte e di rappresentazioni figurative che occupano ogni spazio bianco della pagina, in una ricchissima decorazione pressoché continua dalla prima all'ultima facciata. L'opera - mirabile documento della fortuna di Petrarca nel Rinascimento - fu commissionata da (o venne destinata, in dono, a) una illustre nobildonna, cui si allude nella dedica come « Vostra Alteza », rimasta però ignota. Come ignoto è rimasto il destino successivo del manufatto, che compare agli inizi del Settecento, forse in possesso della famiglia bresciana Gagliardi, dalla quale sarebbe stato poi trasferito alla Biblioteca Queriniana, dove tuttora si trova. Questo straordinario incunabolo è stato ora riprodotto in facsimile, onde consentirne una più ampia circolazione.. Nel presente Commentario il lettore troverà tutte le informazioni necessarie per l'opportuno approfondimento critico-iconografico del prezioso lavoro compiuto da Antonio Grifo.