Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Scripta pubblicati nella collana Opere E Luoghi
La venere moderna di Francesco Hayez «una singolare e sentimentale vicenda» Pancheri Roberto - Scripta, 2021 - Opere E Luoghi
La Venere dipinta nel 1830 da Hayez è indubitabilmente una dea nuova e 'moderna': una 'diva', appunto, come saranno chiamate un secolo dopo le stelle del cinema. Essa si distingue dalle sue omologhe create negli stessi anni dal pennello di Natale Schiavoni e dallo scalpello di Pompeo Marchesi proprio per il suo carattere contemporaneo e non retrospettivo. Moderno il corpo, moderni i lineamenti del volto e lo sguardo. Originale e riuscita la sintesi tra retaggio stilistico neoclassico, intemperanze romantiche e prime avvisaglie di realismo. Del tutto nuova quella «visione di sessualità e carnalità radiosa» - per usare le parole di Fernando Mazzocca - che l'artista poté creare grazie a un particolare rapporto di complicità col suo committente. In questo senso, il parallelo più appropriato va istituito con la Paolina Borghese di Canova, la Venere vincitrice, che fu moderna sotto ogni aspetto in mezzo al turbine sociale e politico dell'età napoleonica. Quella di Hayez fu invece la Venere della Restaurazione: pronta a uscire dalla tela per incamminarsi disinvolta nelle strade animate di Milano o nei vicoli angusti di Trento.
Giambattista Tiepolo a Mirano. La pala dell'altare di Sant'Antonio da Padova Pavanello Giuseppe - Scripta, 2024 - Opere E Luoghi
«L'ambientazione di un episodio avvenuto secoli prima viene attualizzato nell'età moderna: un Cinquecento che è anche un Settecento, tale è il revival 'palladiano' nel XVIII secolo. In tale contesto, è il santo stesso a farsi 'architettura', e quella sua mano alzata sul cielo viene ad acquisire un risalto inedito, per di più sfaccettata dalla luce com'è. Alla Giambattista Piazzetta? Come un 'ricordo' di tanta pittura, giovanile e non, dello stesso nostro Tiepolo, che bene ha guardato all'arte del più anziano maestro, confermandosi anche pittore che ben percepisce e visualizza pure il 'sacro'. Tornando alla posizione della gamba troncata: persino disgustosa, si potrebbe dire, tanto è in evidenza di contro al saio del santo, che sulla tela viene a formare una macchia enorme di non colore. L'artista recupera, tuttavia, dal disegno preparatorio, la sua conformazione, posizionandola di contro al saio, così che pure il contrasto cromatico fra candida epidermide e marron scuro della stoffa risultasse più netto. E, correlata al tutto, la visibilissima scure in primo piano, che già compariva nel bozzetto, ma come abbandonata a terra, mentre nella pala, invece, assume ruolo di protagonista».
Francesco Crivelli. «Primo nel fare ritratti» Piccolo Olga Mascheretti Lorenzo - Scripta, 2021 - Opere E Luoghi
Nel giugno del 1577 al pittore Francesco Crivelli fu accordata una patente che gli consentisse di raggiungere Alessandria da Milano "con alcune tele et tavole de retratti". Tra gli incarichi che questi avrebbe svolto in città è da riconoscere quello per i marchesi Cuttica di Cassine, alla cui committenza viene ora ricondotta la tela con Cristo in gloria tra la Vergine e san Giovanni Evangelista con due donatori apparsa recentemente in asta a Parigi come anonima. Si tratta di una prima aggiunta al catalogo di Francesco Crivelli, artista gravitante attorno a Milano e Venezia e discendente da una nota famiglia di orafi, in stretto contatto con Pietro Aretino e Lodovico Dolce. Le fonti di Cinque-Seicento lodavano Francesco per le sue abilità di ritrattista ed è lui l'autore di un celebrato ritratto di Ferrante Gonzaga, non ancora ritrovato. Il saggio presenta un primo profilo biografico del pittore, contestualizzato nel panorama della scuola di pittura lombardo-veneta del secondo Cinquecento.