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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Quodlibet pubblicati nella collana Biblioteca Passare
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788822921055 Critica e autocritica. Incontri e interviste
L'arte del metallo. Storia di Nino Franchina scultore Raimondo Valentina - Quodlibet, 2018 - Biblioteca Passaré
Biografia intellettuale dello scultore Nino Franchina, il volume ha l'obiettivo di ricostruire e delineare il percorso e il profilo dell'artista di cui, fatta eccezione per i testi di Giuseppe Marchiori e Giovanni Carandente pubblicati rispettivamente nel 1954 e nel 1968, non esistevano fino a questo momento studi condotti secondo un sistematico vaglio storico e critico. Motivato dapprima da una piena adesione al realismo (1930-1946), Franchina procede dal secondo dopoguerra in poi verso una convinta proposta della forma astratta e informale (1946-1987) e dell'uso del metallo come unico medium espressivo. Le sperimentazioni linguistiche condotte presso il suo atelier in via Margutta a Roma e presso gli stabilimenti Italsider lo collocano inoltre tra i primi artisti in Italia ad aver riflettuto sui rapporti tra arte e industria, tra oggetto scultoreo e oggetto seriale. Grazie a un'attenta analisi dei materiali conservati presso l'Archivio Severini Franchina è stato possibile seguire il cammino dell'artista attraverso le sue opere e i suoi pensieri.
Autoritratto come Odisseo. Azioni di Jannis Kounellis dopo il 1960 Risaliti Sergio - Quodlibet, 2020 - Biblioteca Passaré
Il volume propone un percorso negli anni più intensi dell'opera di Jannis Kounellis utilizzando come filo conduttore alcuni scatti fotografici delle sue performance. Con i modi del racconto e della descrizione narrativa, Sergio Risaliti accompagna il lettore nei luoghi delle performance dell'artista greco naturalizzato italiano, e nel flusso della descrizione fa emergere i risvolti simbolici ed espressivi che sono alla base di una commistione inestricabile di pittura trasformata in operazione meccanica finalizzata all'azione e rituali di memoria arcaica. Forte della propria lunga frequentazione con l'arte antica, compulsata con lo stesso spirito letterario che connota il suo approccio critico, l'autore fa emergere i temi di lungo periodo che riconnettono l'esperienza di Kounellis con iconografie di origini più remote e spirito romantico, registrandone la eco nel riscontro con le interviste e le testimonianze rilasciate dall'artista stesso. Su questa via, Risaliti propone un percorso di lettura anticanonico, insofferente ai rigidi steccati accademici, ma consapevole della necessità di guardare all'arte contemporanea con occhi, spirito ed emozione non diversa da quella che connota la fruizione dell'antico.
Bianco su nero. Iconografia della razza e guerra d'Etiopia Righettoni Vanessa - Quodlibet, 2018 - Biblioteca Passaré
Questo libro indaga l'immagine dell'indigeno proposta in Italia tra il 1935 e il 1936, durante la guerra d'Etiopia. Dall'analisi di quest'ampia produzione grafica, rintracciata perlopiù sulla stampa periodica, emerge un panorama fitto di sollecitazioni culturali e visive ma anche di distorsioni e contraddizioni, rimaste impigliate nel discorso di regime: un'Africa vittima e una carnefice; un'Africa seducente e, al tempo stesso, una ripugnante. Le immagini di schiavi oppressi (da liberare) si mischiano con quelle di africani bruti (da domare) ed è sempre meno facile accertare la natura dell'impresa fascista che sembra configurarsi, al contempo, come una guerra di liberazione e di aggressione. La contraddizione esplode poi irrisolvibile nella figura della donna africana, costretta, a seconda delle esigenze, nei due opposti stereotipi della Venere nera o della selvaggia maleodorante. Il richiamo alla prima guerra d'Africa e alla cocente sconfitta di Adua del 1896 era invece finalizzato, com'è ovvio, a suscitare un sentimento di vendetta per i caduti, fatalmente travolti dalla ferocia degli abissini barbari, bestiali e crudeli. Ma gli stereotipi si potevano anche rimescolare, fino a ribaltarsi sull'immagine dei nemici europei, gli inglesi, accusati di altrettante nefandezze. È quindi entro la rigida maglia della narrazione coloniale, compresa fra gli estremi dialettici di civiltà e barbarie, che il discorso razzista prende vita e si concretizza, in una prospettiva ideologica e politica utile a chiarire il delinearsi dell'opzione razzista in Italia, in anticipo sulle tragiche leggi del 1938.