Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Scalpendi pubblicati nella collana Una Sola Opera
Giuseppe Guerreschi. Men made paradise Rossa Maria - Scalpendi, 2020 - Una Sola Opera
"Men Made Paradise" è un olio su tela realizzato da Giuseppe Guerreschi (1929-1985) nel 1963. Al centro si vede una macchina per scrivere con la custodia rossa su cui sono appoggiate alcune figure: due uomini, uno dei quali tiene in braccio una ragazza vestita succintamente, una donna e la statua della Venere di Cirene con una testa femminile. Le figure sono in bianco e nero, mentre la custodia della macchina per scrivere e altri elementi che fanno da sfondo hanno colori "metallici", molto accesi e taglienti. Sullo sfondo spicca la torre Breda di Milano, e dietro a essa un muro alla cui sommità c'è un'antenna. Il dipinto fu censurato perché si temeva che i personaggi ritratti fossero riconoscibili, ottenendo visibilità soltanto in seguito in gallerie private, ovvero contesti meno "ufficiali". Maria Rossa, attraverso approfondite ricerche nell'Archivio Guerreschi di Ospedaletti, indaga la genesi dell'opera e la sua ricezione restituendo piena rilevanza a un'opera cardine del percorso artistico di Giuseppe Guerreschi.
Umberto Boccioni. Beata solitudo sola beatitudo. Ediz. illustrata Rovati Federica - Scalpendi, 2013 - Una Sola Opera
Beata solitudo sola beatitudo di Umberto Boccioni fu presentata nella sezione italiana al Salon d'Automne del 1909, per poi figurare l'estate seguente nella personale a Ca' Pesaro, quando il pittore aveva ormai sottoscritto l'adesione al Futurismo. Questo lavoro prova a ricostruire la graduale messa a punto di Beata solitudo sola beatitudo dentro l'attività di Boccioni fra 1907 e 1908, accogliendo l'identificazione delle fonti visive già offerte dagli studiosi e aggiungendone alcune nuove, inserendo la comprensione dell'opera nel contesto storico e culturale coevo, greve di tensioni sociali e ideologiche. Sarebbe improprio attribuire al pittore una vocazione prefuturista: se alcune fonti culturali erano condivise, per ragioni di coesistenza cronologica, Boccioni si trovava a perseguire un obiettivo di raffinatezza formale che il Futurismo avrebbe invece ripudiato con violenza: nella misura in cui implicava un distacco dalle violenze del mondo, l'assunto di Beata solitudo sola beatitudo non poteva presentire l'ideologia marinettiana, né quest'ultima avrebbe condiviso quell'ammirazione per la pittura antica che nel pittore si conciliava allora con l'ansia di modernità.