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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Edifir pubblicati nella collana Studi Itinerari Memoria
Il castello di San Donato in Poggio e il palazzo Malaspina. Lo spazio della comunità, il segno del prestigio. Ediz. italiana e inglese Chabot I. (Cur.) Pirillo P. (Cur.) - Edifir, 2013 - Studi, Itinerari, Memoria
Al centro dell'abitato di San Donato in Poggio (Tavarnelle Val di Pesa), nucleo edificato di grande pregio architettonico che presenta un'evidente struttura urbanistica medievale ed affacciato sulla piazza principale, sorge il Palazzo Malaspina. L'edificio tardo rinascimentale, di cui si conosce l'esistenza sin dal lontano 989, sede abitativa nel periodo medioevale della famiglia Ticci è divenuto nel XVIII secolo residenza dei marchesi Malaspina. Il volume oltre a delineare la storia del palazzo, racconta la storia sociale, economica e politica del territorio in cui sorge e la storia delle famiglie susseguitesi quali proprietarie dell'edificio nel corso dei secoli. Infine verrà illustrato il processo di restauro conservativo a cui è stato sottoposto il palazzo, evidenziandone le condizioni iniziali, l'impostazione metodologica, le linee seguite prima e durante gli interventi e le difficoltà e i problemi incontrati e risolti. Testi di Alberto Monti, Igor Santos Salazar, Paolo Pirillo, Isabelle Chabot, Luigi Olivieri.
Menestrelli e giullari. Il Medioevo di Fabrizio De Andrè e l'immaginario medievale nel Novecento italiano. Atti del Convegno (Bagno a Ripoli, 16 ottobre 2010) Pirillo P. (Cur.) Guastella G. (Cur.) - Edifir, 2012 - Studi, Itinerari, Memoria
Il volume indaga alcuni aspetti cruciali della rivisitazione del Medioevo, che veniva costruendosi nell'intreccio fra le forme artistiche più frequentate dalla cultura di massa. I saggi prendono in considerazione in particolare le varie componenti che sono alla base di questi inediti quadri medievali, proposti a partire dagli anni Sessanta nella canzone, nel teatro e nel cinema del nostro paese. Determinante, in questo senso, è stato l'atteggiamento con cui Fabrizio De André, in gran parte della sua prima produzione, ha guardato verso il mondo medievale. Rispetto al quadro ampiamente stereotipato della produzione musicale "leggera" contemporanea, l'universo creativo del De André "medievale" appariva attraversato da un sentimento di umanità seria e profonda, attenta da un lato alle miserie e all'infelicità degli ultimi, dall'altro a una gioia di vivere svincolata dai luoghi comuni della cultura borghese.