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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Corbaccio pubblicati nella collana Saggi
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282205085 Alberi dalle mele d'oro
- 9791280229274 Quantix
- 9791280133632 Double talkin'jive. Vere storie rock&roll
- 9791257980122 Merz
- 9791257560027 Lettere da Endenich
- 9791224202301 Cruel. Inganno
- 9788894377323 Cercando fiori. Ediz. a colori
- 9788893511186 Swamp Thing. Vol. 2
- 9788893510486 Batman. Nuova serie 48. Vol. 105
- 9788892979994 La febbre d'urbicande. Le città oscure. Vol. 2
La sorella di Schopenhauer era una escort. Gli inganna-prof e gli incredibili errori della generazione degli smartphone e di Wikipedia Tassinari Simonetta - Corbaccio, 2016 - Saggi
Ci sono uomini colti perfino tra i professori. Giuseppe Prezzolini Ci sono ragazzi colti perfino tra gli alunni. Anonimo Un ritratto affettuoso e divertente della generazione smartphone-munita, serio e scanzonato, che va alla radice del bisogno di fingersi più bravi di quel che si è. Questo libro contiene un repertorio di esilaranti errori di geografia, storia e filosofia pescati dalla quotidianità, e analizza le principali strategie messe in atto dagli studenti per far credere al professore che si sa quel che, invece, si ignora. La sua particolarità sta nel fatto che è aggiornato all'ultima ora, sia nel caso degli errori (alcuni dei quali impensabili se non ai nostri giorni) che degli stratagemmi usati per superare l'anno scolastico senza affaticare i neuroni. Ai mezzi tradizionali si sono infatti aggiunti i nuovi inganna-prof: gli smartphone, che permettono di accedere a Wikipedia, la fonte preferita dei ragazzi, o a siti fatti apposta per loro. Ma «La sorella di Schopenhauer era una escort» è anche il ritratto affettuoso e divertente della generazione smartphone-munita, che cerca affannosamente di cavarsela a scuola in una specie di lotta per la sopravvivenza non dissimile da quella del manager che tenta di imporsi, nell'eterno antagonismo tra chi giudica e chi dev'essere giudicato. Limitandosi semplicemente ai risultati si direbbe che le nuove tecniche abbiano più che altro moltiplicato le possibilità di sbagliare, e che non si sia mai sbagliato (nei nomi, nei fatti, nei concetti, nell'ortografia) così tanto come adesso. Eppure siamo davvero sicuri che gli alunni attuali siano peggiori di quelli che li hanno preceduti? Chi non ha mai detto almeno una volta ai suoi figli, "quando andavo a scuola, io..."? Invece, gli alunni di ogni epoca si somigliano.