Libri di Antonio Scurati

Bibliografia di Antonio Scurati: tutti i libri in vendita online editi da Bompiani pubblicati nella collana Saggistica

Prossime uscite della collana Saggistica

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9791282493215 Elogio del margine-Scrivere al buio
  • 9791282493062 Il femminismo è per tutti. Una politica appassionata. Nuova ediz.
  • 9791282493055 Jin Jiyan Azadi. Vol. 2: Autonomia e organizzazione delle donne
  • 9791282493048 Jin Jiyan Azadi. La rivoluzione delle donne in Kurdistan. Vol. 1
  • 9791282493031 Dieci miti su Israele
  • 9791281300033 Mitologie felici. Vol. 2
  • 9791259562340 Napoleone Bonaparte. Vol. 1: L' uomo e l'ascesa: dalla nascita (1769) ad Austerlitz (1805)
  • 9791254782637 Rudolf Steiner
  • 9788899156244 Interventi psico-sociali contro il bullismo
  • 9788898827336 Idioti dell'orrore. Indagine su stragisti di massa e subculture digitali
Guerra. Il grande racconto delle armi da Omero ai giorni nostri libro
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LIBRO   9788830109612

Guerra. Il grande racconto delle armi da Omero ai giorni nostri Scurati Antonio   -  Bompiani, 2022  -  Saggistica

La guerra accompagna l'umanità fin dalle sue origini. Il racconto che la civiltà occidentale ne ha fatto si è declinato essenzialmente in tre modi - la narrazione epica nel mondo antico, quella romanzesca nel mondo moderno e quella televisiva nel mondo contemporaneo. Per capire come la nostra cultura della guerra sia intimamente legata al racconto che ne facciamo, Antonio Scurati legge questi tre modi attraverso quello che chiama il "criterio della visibilità": visibilità come rivelazione, come possibilità di comprendere la realtà di un mondo in guerra. Partendo dall'epica antica - che con l'ideale eroico dell'Iliade ha dato origine a una tradizione millenaria che pensa la battaglia come evento in grado di generare significati e valori collettivi -, attraversando la crisi di questo paradigma nella modernità romanzesca e la sua dissoluzione nella convinzione tutta novecentesca che la guerra sia priva di un qualsiasi senso, arriviamo alla tragica attualità del conflitto raccontato dalla televisione: quando le immagini della guerra sono entrate per la prima volta in diretta nelle nostre case - era il 17 gennaio 1991, data d'inizio della Prima guerra del Golfo - ci siamo illusi che al massimo della spettacolarizzazione potesse corrispondere il massimo della visibilità, e invece ci siamo trovati di fronte a un'apocalisse svuotata di qualsiasi rivelazione. Un'altra data spartiacque è arrivata dieci anni dopo: dall'11 settembre 2001 la guerra, prima demistificata, è stata investita di nuovo di un significato salvifico, come forma di violenza positiva che si contrappone alla nuova forma di violenza illimitata che è il terrorismo. E non potendo affrontare il terrorismo sul suo terreno, poiché questo non ha territorialità alcuna, la guerra ha abbandonato il reale per assicurarsi il controllo dei cieli dell'immaginario. L'invasione russa dell'Ucraina del febbraio 2022 sembrerebbe a prima vista smentire lo sviluppo di questo paradigma. Putin e la sua guerra, però, non sono l'Occidente: ne sono il nemico. Ma come sta rispondendo l'Occidente a questa offensiva orientale? Forse proprio riattingendo a quegli archetipi millenari che credevamo ormai seppelliti dal pacifismo novecentesco.

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