Libri di Ta
Bibliografia di Ta: tutti i libri in vendita online editi da Castelvecchi pubblicati nella collana Etcetera
L'ultimo quadro. Dal cavalletto alla macchina Tarabukin Nikolaj - Castelvecchi, 2015 - Etcetera
Il 30 ottobre 1921, pochi giorni dopo l'inaugurazione della controversa mostra "5x5=25", Nikolaj Tarabukin annuncia in una conferenza all'Istituto di Cultura Artistica che è stato dipinto "l'ultimo quadro", ovvero che il Costruttivismo ha portato a esaurimento una vieta tradizione di pittura quale pratica per la realizzazione di "oggetti" senza vera utilità. Tarabukin, pensatore radicale e progressista - ma non marxista né membro di partito - è uno dei protagonisti della riflessione estetica nella Russia rivoluzionaria e avanguardista. Nel 1923, a Mosca, amplia e articola la sua premessa critica dando alle stampe il saggio qui riproposto, in cui sostiene che la pittura da cavalletto, l'opera da museo contemplativa e metafisica, è finita, e che l'arte è in procinto di diventare a tutti gli effetti una forza attiva, integrata nei processi produttivi della realtà sociale. Tarabukin si rifa a Oswald Spengler per denunciare il declino della cultura contemporanea e segnalare nell'avvento del Produttivismo la via d'uscita dalla crisi. Introdotto da uno scritto di Angelo Trimarco, "L'ultimo quadro" riscopre un testo fondamentale, polemico e utopistico, che scavalca la retorica della creazione proletaria e mira alla fusione definitiva di arte, lavoro e vita.
L'anima dell'Occidente. Un giudizio Tagore Rabindranath - Castelvecchi, 2013 - Etcetera
Negli anni cruciali tra le due guerre, Rabindranath Tagore conduce una riflessione lucida e appassionata sul trionfo della cultura occidentale e sulla sua imposizione ai popoli dell'Asia. È il pensiero di un poeta che sa scavalcare le trappole dell'ideologia, di una mente in perfetto equilibrio tra la fedeltà alla propria tradizione e la conoscenza profonda di quella europea. Per Tagore è l'anima stessa dell'Occidente - i valori del Cristianesimo e della grecità - ad essere per prima tradita dalla deriva di una modernità fondata sugli idoli del successo e del denaro. In "Giudizio", un articolo del 1925, l'analisi dei rischi del progresso, la condanna del nazionalismo e dell'imperialismo e lo smascheramento dell'arroganza civilizzatrice dell'Occidente si accompagnano alla denuncia del sentimento di sudditanza espresso da chi ha subìto la colonizzazione. "L'incontro di Oriente e Occidente", una conferenza pronunciata a New York nel 1930, precisa l'ideale di un nuovo umanesimo, cosmopolita e mosso da una reale conoscenza tra i popoli. Tagore indica in Gandhi l'esempio vivente di una morale autenticamente orientale che tuttavia può parlare a tutto il mondo. E agli esseri umani di ogni continente, oggi come allora, si rivolge l'invito ad assumere una presa di posizione etica nei confronti di quello che ci viene presentato come ineluttabile risultato del progresso.
La classe non è acqua Tarquini Maurizio Volpe Vito - Castelvecchi, 2016 - Etcetera
La classe non è acqua - Castelvecchi