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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da La Zisa pubblicati nella collana Nostos
Il diario di Penelope. Cronaca (1193 a. C.-?) Varnalis Kostas Caracausi M. (Cur.) - La Zisa, 2014 - Nostos
Una Penelope trasgressiva, audace e crudele. Calcolatrice, opportunista e fortemente legata alle logiche spietate dei potenti. In apparenza fragile nel suo ruolo mitico, si rivela in tutta la sua genialità malvagia pur di sostituire Odisseo, ormai lontano, in ogni ambito. I Proci diventano suoi concubini a loro insaputa; i sudditi - nobili e popolo - devono sottostare al suo pugno di ferro che strazierà Itaca nel sangue; Omero - in una comparsata anacronistica - tra i fumi del vino è costretto a comporre un poema su Penelope e a raccontare la verità sulla guerra di Troia; uno pseudo-Odisseo le cui origini si perdono nel porcile di Circe - giunge sull'isola assediata da invasori che rimandano al passato più recente della Grecia del XX secolo. Situazioni esilaranti e drammatiche si intrecciano nel "Diario di Penelope", conducendo il lettore dal sorriso alla riflessione più amara.
Dolore. Cronaca autobiografia Vrettakos Nikiforos - La Zisa, 2013 - Nostos
"Dolore" è una "cronaca autobiografica" che descrive la sua progressiva conoscenza delle cose e del mondo dai primi anni dell'infanzia alle esperienze di giovane studente e di uomo adulto. Attraverso la conoscenza e l'esperienza diretta delle piccole cose e degli uomini si svela agli occhi del poeta una verità sempre più amara e consapevole sulla presenza del "male" e del dolore, che risiede nella profondità del mondo e dell'animo umano. Questa narrazione di sé e del mondo circostante avviene in un'accurata descrizione degli anni della guerra con la sua tragica conclusione sul fronte italo-greco, degli anni dell'illusione e della delusione del popolo greco che aveva creduto nella liberazione, dei successivi anni della guerra civile volta ad annientare con le armi tutte le forze democratiche del paese. La visione del poeta, se pur pervasa da un dolore personale profondamente condiviso con quello "universale" dell'uomo, trae sempre conforto dalla luce e dalla bellezza racchiuse nella sua terra e nell'animo umano e conduce, nel ritorno alle amate colline di Plùmitsa, a una visione di riconciliazione con la natura, con il mondo e con l'umanità intera.