Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Lanfranchi pubblicati nella collana Incanti
Il sonno del gentiluomo Vincenti Fiora - Lanfranchi, 1992 - Incanti
Può sempre accadere che, nel corso di un'esistenza fortunata e insieme spensierata, un ingranaggio si inceppi, travolgendo le speranze e le certezze di cui beneficiava quella stessa esistenza, fino ad assumere i contorni di una vicenda intricata e le sequenze inquietanti di un giallo. Sarà un famoso dipinto che ha per titolo, appunto, "Il sonno del gentiluomo", a indurre il protagonista a meditare sugli errori compiuti, sui tragici eventi che ne sono seguiti, sulle conseguenze che lo attendono, poiché proprio quel dipinto - visionaria proiezione del suo immaginario - finirà per risvegliare in lui, grazie all'incisiva e folgorante magia di cui l'arte è capace, i momenti nodali del proprio destino.
La senora Santiago Vincenti Fiora - Lanfranchi, 1990 - Incanti
Racconti in cui l'autrice riesce a mettere in primo piano tutte le anime della società, con gli umori della favola, della distorsione e dell'eclissi della realtà, del sogno, della fantasticheria, della stupefatta attesa di un evento sconosciuto. Pur nella diversità dei temi affrontati, i racconti inseriti nella presente raccolta scaturiscono da un'unitaria ispirazione di fondo, un discorso che si muove in una dimensione "magica", sia per la tensione visionaria che lo percorre, sia per lo stravolgimento in chiave fantastica dei fatti narrati.
Solitaria conversazione con il nulla Vincens Josefina - Lanfranchi, 1993 - Incanti
Semplice e concentrato, nello stesso tempo pieno di una segreta pietà, inflessibile e rigoroso. È ammirevole che con un tema come quello del "nulla" - ultimamente al centro di tanti studi, più o meno buoni, di carattere filosofico - l'autrice abbia saputo scrivere un libro così tenero e vivo. E lo è anche il fatto che sia riuscita a creare dalla "vuota" intimità del personaggio, tutto un mondo. Che cos'è, dunque, quel che ci dice l'eroe di questo romanzo, quest'uomo che "non ha niente da dire"? "Niente", e questo niente - che è quello di tutti noi - si converte, per il mero fatto di farsene carico, in "tutto": in consolidamento della solidarietà e della fratellanza fra gli uomini. E così, un libro "individualista" risulta fraterno, poiché ogni uomo che si fa carico della propria condizione solitaria e della verità, del suo niente, si fa anche carico della condizione fatale degli uomini della nostra epoca e può partecipare al loro destino generale e condividerlo. Coloro che sanno di non avere niente hanno tutto: la solitudine condivisa, la fratellanza nell'abbandono, la lotta e la ricerca.