Libri di Cather Willa
Bibliografia di Cather Willa: tutti i libri in vendita online editi da Adelphi pubblicati nella collana Piccola Biblioteca Adelphi
Nacque in Virginia ma presto si trasferì con la famiglia a Red Cloud, in Nebraska. Prima di dedicarsi totalmente alla scrittura, insegnò alla scuola superiore di Pittsburgh, dove scrisse per un giornale locale; dal 1906 lavorò per il «McClure’s Magazine» a New York. Nel 1923 vinse il Premio Pulitzer con il romanzo Uno dei nostri. Si trasferì quindi in Europa e soggiornò a lungo in Francia, ad Avignone. Il mio nemico mortale fu pubblicato per la prima volta nel 1926.
Il mio mortale nemico Cather Willa - Adelphi, 2006 - Piccola Biblioteca Adelphi
Nessuno può sottrarsi allo charme di Myra Henshawe: né gli "amici artisti", né gli "amici ricchi", che subiscono rassegnati il suo sarcasmo fulmineo. Adorabile e imperiosa, Myra sembra avere proprio tutto. Anche un marito devoto, il quale non può scordare che Myra, per sposarlo, ha rinunciato a un'immensa fortuna. Ma crepe sottili percorrono la superficie di questa perfezione. Solo l'occhio incantato e perspicace di una ragazzina riesce a scorgerle; ed è come se nella casa degli Henshawwe, dove regnano spensieratezza e buone maniere, penetrasse uno spiffero gelido, suscitando un misterioso terrore.
La nipote di Flaubert Cather Willa - Adelphi, 2005 - Piccola Biblioteca Adelphi
Nell'agosto del 1930, in un albergo di Aixles-Bains, Willa Cather stringe amicizia con una vecchia signora francese dal nobile aspetto, imperiosa e autorevole. Con stupore la Cather scopre che la sconosciuta ha frequentato Turgenev - e che questo non è il suo solo segreto: "Anche mio zio era un uomo di lettere, Gustave Flaubert, forse ne avrete sentito parlare...". In virtù della magica rivelazione, il racconto di un "incontro casuale" si tramuta in un affabile e insieme appassionato discorso sulla letteratura, dove opere e personaggi hanno il peso di eventi fatali - e l'"Educazione sentimentale", ad esempio, è qualcosa "che "ci resta", allo stesso modo in cui dopo certe malattie ci resta una debolezza di cuore".