Libri di Shakespeare William

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La vita di William Shakespeare è il buco nero della storia letteraria inglese, in cui precipitano intermittenti teorie e fantasie di brevissima luce e di ancor più flebile autorevolezza. Sono sicure le date della nascita e della morte, avvenute entrambe a Stratford-on-Avon, nel 1564 e nel 1616. Nel novembre del 1582 viene collocato il matrimonio con Anne Hathaway da cui ebbe tre figli, Susanna (1583) e i gemelli Hamnet e Judith (Hamnet morì per cause sconosciute all’età di undici anni). Successivamente, il grande lavoro a Londra, come autore e saltuariamente attore di una compagnia teatrale, prima chiamata “gli Uomini del Lord Ciambellano”, poi, dal 1603, “Uomini del Re”; un lavoro accompagnato da un grande successo di pubblico e da un discreto successo economico, ma non adeguatamente riconosciuto dalla cultura ufficiale del tempo: quella del drammaturgo era una figura sociale in gestazione, legata a un mestiere di incerta collocazione e di ancora più incerto prestigio intellettuale.
I sonetti di Shakespeare. Testo inglese a fronte libro
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LIBRO   9788829789436

I sonetti di Shakespeare. Testo inglese a fronte Shakespeare William  Perosa S. (Cur.)   -  Marsilio, 2024  -  Firmamenti

I Sonetti di Shakespeare sono un'opera unica, fra le vette della letteratura mondiale per ampiezza d'argomenti, varietà di sentimenti e situazioni, intensità e complessità metaforica e immaginifica. Unico esempio di epoca elisabettiana in cui l'autore si fonde con il suo titolo nel frontespizio (artificio qui studiatamente riproposto), i Sonetti spiccano per la partecipazione appassionata e l'organizzazione drammatica del materiale, la mescolanza di manierismo formale, slancio intellettuale e sensualismo. L'accento del tutto personale contribuisce all'eccezionalità di tante singole riuscite, che non sembrano avere rivali fra i canzonieri di tutti i tempi e di tutte le nazioni. Svelerebbero l'enigma Shakespeare facendoci entrare nel suo "privato", un privato piuttosto osé, di segreti scabrosi, rivelazioni intime, confessioni pruriginose. Eppure questi sonetti, che potevano risultare sconcertanti e scandalosi, passarono inosservati; addirittura, c'è chi sostiene che furono soppressi. Si infittiscono gli enigmi. Sono sonetti dell'ultimo Cinquecento, i «sonetti zuccherati» relativamente giovanili, o del primo Seicento, della piena maturità dello scrittore? Impossibile stabilirlo con certezza. Di certo, sono l'espressione lirica di uno scrittore di teatro, eminentemente drammatico, incline a mascherarsi in diversi, contrastanti personaggi. Non sono di forma petrarchesca, ma di quella detta appunto "shakespeariana": tre quartine e un distico. Il verso usato - il pentametro giambico - in italiano richiede non l'endecasillabo, troppo breve, ma l'alessandrino o un verso di quattordici sillabe; le volute oscurità, la rima finale e certe rime, gli insistiti giochi di parole vanno mantenuti o suggeriti in una versione che mira a riprodurre le caratteristiche anticonvenzionali dell'originale.

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