Libri di Jean Clair
Bibliografia di Jean Clair: tutti i libri in vendita online editi da Skira di Genere Arti
L'inverno della cultura Clair Jean - Skira, 2011 - Skira Paperbacks
"Quando il sole della cultura è basso sull'orizzonte, anche i nani proiettano grandi ombre." Con questa citazione di Karl Kraus si apre questo nuovo saggio di Jean Clair. Con la chiarezza e la lucidità che ne caratterizzano lo stile, l'autore riprende e approfondisce in questo testo alcuni dei temi trattati nel suo libro "La crisi dei musei" (Skira 2008). Le amare riflessioni di un amateur, una passeggiata solitaria attraverso l'arte di oggi, le sue manifestazioni e le sue espressioni. Il ritratto impietoso di un paesaggio saccheggiato, venale e mortificato, di un'allegria vagamente funerea.
Breve storia dell'arte moderna Clair Jean - Skira, 2011 - Skira Mini Saggi
Con rara capacità di sintesi Jean Clair offre, in questo breve saggio, una griglia di lettura della storia dell'arte del XX secolo. Al di là delle definizioni - o autodefinizioni - di artisti e movimenti, Jean Clair legge il "secolo breve" in filigrana, come una "concatenazione segreta di incontri e influenze che finisce per scrivere una storia ben diversa da quella ufficiale che ci viene proposta". "Se un osservatore, come sono io, tenta di trovare un denominatore comune nella produzione contemporanea, a tutta prima si trova in grave imbarazzo di fronte alla sua diversità. Ma se poi, tenendo a mente l'orinatoio di Duchamp e la merda d'artista di Manzoni, considera le grandi manifestazioni - a Kassel, al Whitney Museum, o la mostra 'Sensation' a Londra e a Brooklyn - coglie un punto in comune che ne emerge prepotente: non più 'vedere', neppure 'pensare', ma 'sentire'."
La crisi dei musei Clair Jean - Skira, 2008 - Skira Paperbacks
Jean Clair insorge con veemenza contro la debolezza delle attuali politiche culturali, avide di affittare le collezioni nazionali - quello che il diritto canonico aveva denominato simonia, la volontà di comprare o vendere un bene spirituale a un prezzo temporale. La politica del Louvre ad Abu Dhabi, conclusa in tre mesi e programmata su un arco di trent'anni, ne è l'esempio più costernante, un "progetto dissennato che è solo la manifestazione più spettacolare di una trasformazione radicale in corso ovunque in Europa in nome della redditività dell'arte". Questa deriva museale rivela innanzitutto una crisi di identità, una noia o una pigrizia di fondo, un'accidia che Jean Clair definisce con passione e con sapienza, in una lingua superba. "La deriva mercantile trasforma l'arte in spettacolo e i musei in luna-park... I musei stanno diventando cenotafi, involucri vuoti, le cui collezioni sono in giro per il mondo. Per ora in affitto, ma presto potrebbero anche essere messe in vendita... una situazione che snatura radicalmente il progetto iniziale del museo".