Libri di Francesco Durelli
Bibliografia di Francesco Durelli: tutti i libri in vendita online editi da D Amico Editore di Genere Storia D Europa
Le condizioni del Regno delle Due Sicilie. Considerate nel Parlamento di Torino da' deputati delle provincie meridionali Durelli Francesco Romano V. (Cur.) - D'amico Editore, 2023 - Documenta
Le ragioni delle annesse Provincie napolitane stentarono a trovare diritto di cittadinanza nel primo Parlamento della Nuova Italia; dovettero subire una tattica dilatoria che, di fatto, ne delegò al solo potere esecutivo la soluzione. Se, però, la "Questione Meridionale" fu scientemente sottovalutata nell'aula parlamentare, non si poté, tuttavia, impedire che la stessa venisse portata - seppure nelle forme carsiche della clandestinità antiunitaria - all'attenzione del Paese stesso, grazie a pochi strenui oppositori residui. Ne è esempio questo lavoro di Francesco Durelli che, avendo seguito re Francesco II nell'esilio romano, continuò la battaglia in favore della deposta dinastia borbonica con l'arma che più gli era congeniale, la penna: il testo è una sorta di contro cronaca dei lavori parlamentari, sicuramente partigiana e spesso livorosa, ma che ha, comunque, la forza della denuncia accompagnata dal pregio della freschezza e che pone l'accento sul ruolo di "rappresentanza" dei deputati meridionali nell'assise torinese.
Un anno sul trono. deli atti governativi di Francesco II re delle Due Sicilie nel primo anno del suo regno Durelli Francesco Marino M. C. (Cur.) - D'amico Editore, 2026 - Fragmenta
Questo volumetto, apparso anonimo un paio di mesi dopo la proclamazione dell'unità d'Italia, ma presumibilmente dovuto alla penna di Francesco Durelli, elenca i provvedimenti presi da Francesco II nel primo anno del suo regno (giugno 1859 - giugno 1860) e sfata il luogo comune di un monarca debole ed incapace, nonché di un'amministrazione poco attenta alle concrete esigenze del popolo. I 118 atti governativi riassunti da Durelli vanno dai progetti ferroviari (poi cancellati dal nuovo governo piemontese) allo sviluppo del trasporto via mare, dalla sanità all'istruzione pubblica, dai dazi alla creazione di casse di risparmio locali, dal sistema penitenziario all'amministrazione della giustizia, dalle bonifiche dei terreni paludosi alla costruzione di strade .In perfetta continuità con l'amministrazione del Padre, quella di Francesco avrebbe potuto rappresentare una politica di costante miglioramento dell'esistente, che la rivoluzione italiana invece spazzò via, sostituendola con la burocrazia di stampo piemontese e con una politica di spoglio che in breve avrebbe creato la cosiddetta "questione meridionale".