Libri di Renzo Paternoster
Bibliografia di Renzo Paternoster: tutti i libri in vendita online editi da Tra Le Righe Libri di Genere Scienza Politica
La politica dell'esclusione. Deportazione e campi di concentramento Paternoster Renzo - Tra Le Righe Libri, 2020
Nella storia i campi di concentramento sono serviti per demolire ciò che doveva essere, per convertire le volontà, per annichilire l'essere umano nel corpo e nella personalità. Insomma, si è trattato «di costruire un'umanità riunificata e purificata, non antagonista». In questo modo, «da una logica di lotta politica si scivola presto verso una logica di esclusione, quindi verso una ideologia dell'eliminazione e [...] dello sterminio di tutti gli elementi impuri», oppure della loro rieducazione e del loro controllo. I campi per civili (di internamento, di concentramento, di sterminio) sono un prodotto della politica che si fa totalitaria, dispotica, violenta, padrona, manifestando la volontà di dominare la storia, per accelerarla, deviarla, modificarla, indirizzarla. Sono politica oscena, che cerca il trionfo anche nella carne e nel sangue. Sono il paradigma biopolitico della modernità. Infatti, è con la modernità che la violenza politica si esprime in forme sempre più degradanti dell'essere umano in quanto tale. Questo saggio affronta il tema della politica dell'esclusione dove il corpo dell'individuo, del nemico, diventa la posta in gioco delle strategie politiche.
Dalla guerra alla pace e non viceversa. Un ideario Paternoster Renzo - Tra Le Righe Libri, 2024
Nelle attuali condizioni internazionali, con venti di guerra che spirano da ogni dove, parlare di pace, per conoscerla, apprezzarla e concretizzarla, diventa urgente. Conosciamo cos'è la guerra, sappiamo anche definirla, ma non sappiamo dare un significato autonomo della pace, qualificandola spesso semplicemente come "assenza di guerra". Di conseguenza ogni ragionamento sulla pace presuppone il discorso sulla guerra, svuotando la pace della sua autonomia concettuale. Quello della pace come volersi bene è mito sviante, perché potrebbe bastare il "non odiarsi" per avvicinarsi ad essa. Il "voler bene" depotenzia storicamente e concettualmente la pace, perché il conflitto esiste, è sempre in agguato, è parte quotidiana delle relazioni umane e interstatali. È da questo che bisogna iniziare il discorso sulla pace, senza stereotipi devianti, "stando" nei conflitti, dunque affrontarli e risolverli. Generalizzando, il concetto di pace ha assunto due declinazioni: pace individuale, intesa come stato di benessere interiore, spirituale e psicologico, raggiunto dalla persona; pace sociale e politica, intesa come assenza di conflitto nella società e tra gli Stati.
La banalità del bene. Dalla pena capitale agli stermini: la morte come progetto politico Paternoster Renzo - Tra Le Righe Libri, 2023
C'è un filo logico che collega la pena capitale a uno sterminio: entrambi sono una decretazione di morte inclusa in una volontà politica: la prima individuale, la seconda in massa. Per spiegare la morte come progetto politico l'autore ha risposto con un approccio multidisciplinare a delle semplici domande: cos'è? Perché? Chi la fa? A chi? Con chi? Dove? Quando? In quale contesto? Con quali conseguenze? Prendendo poi le mosse dal costrutto della «Banalità del male» di Arendt, l'autore ha elaborato un nuovo punto di vista sugli esecutori, che proprio banali non sono. Non si è trattato di ribaltare completamente il pensiero di Hannah Arendt, ma di aggiungere un'aggravante ai loro comportamenti. Per questo l'autore preferisce utilizzare l'espressione «banalità del bene». La banalità del male presuppone un vuoto cognitivo, di giudizio; mentre al contrario la banalità del bene è un pieno di nuove norme morali, di nuovi giudizi, di premeditazione e di passione. In questo contesto è un bene che diventa banale, perché instaura una precisa grammatica di potere che decide chi deve vivere e chi deve morire. Un potere che conduce l'Essere all'essere solo un principio biologico.