Libri di Simonetta Simonetti

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Lo sport e le donne. Un viaggio tra storia e memoria, di pregiudizi, luoghi comuni e stereotipi nello sport femminile libro
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LIBRO   9788832872163

Lo sport e le donne. Un viaggio tra storia e memoria, di pregiudizi, luoghi comuni e stereotipi nello sport femminile Simonetti Simonetta   -  Tra Le Righe Libri, 2022

L'emancipazione della donna passa anche attraverso la scoperta dello sport. Questo ha permesso a molte donne di diventare cittadine consapevoli di una propria autonomia pari a quella dell'uomo. Assieme al progredire dell'istruzione, all'accesso al lavoro al di fuori delle mura domestiche, all'avanzare delle misure prese a salvaguardia della salute, al superamento di limiti e ostacoli, quali la percezione della donna come "fattrice" o come reclusa in un ambito di "lavori donneschi", lo sport è diventato spazio di libertà. Eppure ancora nello sport, nella piena azione in ogni disciplina, non è ancora stata raggiunta - basti pensare al calcio - la completa parità. Resistono per le figure femminili categorie come essere moglie, madre o figlia di qualcuno e l'immagine è ancora ritratta come nei tradizionali assi: nascita, matrimonio, morte. Questo saggio ripercorre la storia dello sport femminile partendo proprio da una donna Giulia De Luca, allieva del maestro Aurelio Greco, che nel giugno del 1891 si esibì, appena sedicenne, a Palermo.

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Fame di guerra. La cucina del poco e del senza libro
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LIBRO   9788899141349

Fame di guerra. La cucina del poco e del senza Simonetti Simonetta   -  Tra Le Righe Libri, 2016  - 

Gli italiani nel Novecento hanno dovuto fare i conti con termini quali il razionamento, l'annona, i surrogati, l'autarchia, la fame da trincea, la gavetta e la marmitta. Tutte parole che mascheravano la fame di guerra e, come accadde dopo le sanzioni imposte dalla Società delle Nazioni nel 1935, la restrizione. Il fascismo coniò slogan come "Chi mangia troppo deruba la Patria" e inaugurò gli orti di guerra sostituendo il té con il carcadè, il Caffè con il Caffesol, una sorta di miscela marroncina che nulla manteneva dell'aroma proprio del caffè, e la pasta, dopo una forte propaganda, con il riso, prodotto dalle risaie italiane. Fin dal 1914 furono le massaie chiamate in prima fila a evitare sprechi e inventare la cucina del riuso e del riciclo. Nulla si doveva buttare. Tutto era buono per altri manicaretti. Si moltiplicarono così fino al boom economico degli anni '50 libri di ricette, suggerimenti e ordini per sfamare un popolo chiamato a combattere, oltre che il nemico, la fame continua. Sarà l'industrializzazione e il consumismo a riempire la pancia degli italiani che una volta sfamati dimenticheranno l'utile e, tutto sommato, "piacevole" cucina del poco e del senza.

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