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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da I Quaderni Del Bardo
In Tondo. Immagini intra-viste al femminile Ampolo Vincenzo Cataldini Marilena - I Quaderni Del Bardo, 2017 - Teatro
Scrive Daniela Gariglio nell'introduzione al libro di Ampolo e Cataldini, primo della Collana teatro de I Quaderni del Bardo :"In Tondo, ho finito per considerarlo una sorta di concentrato di emozione, fatta di risonanze di sussurri, di piacere e paura, di richiamo a certe trasformazioni di natura in arte e cultura, di oscillazioni tra luce e ombra, tra un dentro e un fuori". Vincenzo Ampolo è psicologo-psicoterapeuta di formazione analitica e umanistico-esistenziale, saggista e formatore. Legge e scrittura, etica ed estetica contrassegnano il percorso umano e professionale di Marilena Cataldini, avvocato-poeta.
Goodbye Scu Apollonio Andrea - I Quaderni Del Bardo, 2019 - Teatro
Pietro è un boss della Sacra corona unita in carcere da un quarto di secolo: all'ergastolo, senza alcuna traccia di pentimento. Il figlio, poco più di un ragazzo, fa leva sulle sue origini familiari per incutere terrore e taglieggiare i commercianti del suo paese: vuole seguire le orme del padre, e questi, inizialmente, ne è fiero. Sullo sfondo, l'impotente indifferenza di Ada, moglie e madre, occupata soltanto a maledire un destino che ritiene segnato fin dall'inizio. È questa situazione - apparentemente irredimibile - che vede l'entrata in scena dell'entusiasmo e della concretezza di figure che, dell'impegno civile contro la mafia, hanno fatto la loro ragione di vita. Un testo ispirato alla vita di Susanna Crispino, giovane giurista e prima ancora attivista antimafia, che se ne è andata troppo presto.
Dietro le stagioni Aprile Francesco - I Quaderni Del Bardo, 2015 - Collana Di Poesia
"Dietro le stagioni è frutto della rossa crosta del Sud, materia che possiede la brillantezza di un rubino più diviene secca e riarsa dal sole. I componimenti dell'opera si trasmutano in avvenimenti e ciò non per i loro titoli che corrispondo a date in sequenza, né per l'ipotetica presenza di una forma narrativa che sarebbe frutto solo di una eccessiva forzatura del verso. La causa di tale mutazione è il linguaggio secco nella sua definitezza, esso non riduce l'estetica del verso, bensì produce una perforazione del senso e della rispettiva sensazione. È presente un traforo passionale che disserra un immaginario-imbuto capace di travasare il fruitore nel bacino precessionale dell'intera opera. In questo bacino, il lettore, riconoscerà l'esigenza di una lingua nuova alla quale aderiranno i particolati più violenti e aspri di una mediterraneità che non lascia vie di fuga. È il Mediterraneo, ventre dolce nei suoi gigli di mare, ma placenta di ulivi che preme a fondo con la sua bassezza e iterazione fluttuante fra le foglie, fino a far sanguinare il cuore." (dalla prefazione di Cristiano Caggiula)