Libri di Ador
Bibliografia di Ador: tutti i libri in vendita online editi da Castelvecchi
Long play e altri volteggi della puntina Adorno Theodor W. Carboni M. (Cur.) - Castelvecchi, 2012 - Etcetera
"L'interpretazione della figura di Adorno astretta a quella di un severo moralista che con accademica alterigia disprezza il momento della diffusione culturale, l'arte di massa e la musica di consumo, è diventata una filastrocca, una canzone da organetto. Certo, sarebbe una sonora sciocchezza affermare che tale interpretazione sia priva di fondamento. Non lo è affatto. Ma il vero punto dirimente è che ormai questa lettura sembra essere passata in giudicato, ha assunto per la vulgata postmodernista la certezza del dogma, dell'articolo di fede: Adorno era solo un pessimista elitario e amareggiato in cerca di conferme per avvalorare la propria repulsione verso i consumi di massa e la riproducibilità tecnologica ad essi strettamente connessa, uno snob che arriccia il naso appena sente odore di musica popolare. Ma siamo sicuri che le cose stiano davvero così? È una condotta intellettualmente corretta quella di fargli il quarto grado con la pistola puntata alla tempia sull'importanza e i destini dell'arte non auratica, dimenticandosi del fatto che proprio Adorno è stato uno dei pochissimi filosofi del Novecento ad aver affrontato la materia con adeguati strumenti teorici e ad aver perfettamente compreso che quella e non altra era la sfida del secolo?" (Dalla prefazione di Massimo Carboni)
Verso un nuovo manifesto Adorno Theodor W. Horkheimer Max Emery N. (Cur.) - Castelvecchi, 2024 - Vortici
Nella primavera del 1956, Theodor W. Adorno e Max Horkheimer tornano a confrontarsi sui temi centrali del loro lavoro con l'intento di scrivere una versione aggiornata del manifesto del partito comunista. In una Jam-session filosofica in cui il ritmo dell'argomentazione lascia spazio ad aforismi e battute, i due filosofi discutono della possibilità - o impossibilità? - di aggiornare le analisi marxiste alla società del consumo in cui ancora oggi viviamo. Un dialogo inedito che riscopre la vena politica della teoria critica, sempre orientata alla transizione verso un mondo nuovo, a partire da alcuni temi chiave: il rapporto tra teoria e prassi, l'emancipazione dal lavoro, la corrosione del tempo libero da parte dell'industria culturale.
Verso un nuovo manifesto Adorno Theodor W. Horkheimer Max Emery N. (Cur.) - Castelvecchi, 2025 - Eliche
«Tutti sanno che il mondo di oggi è l'inferno» afferma Theodor W. Adorno nel 1939, mentre il patto di non aggressione fra Germania e Unione Sovietica getta un'ombra cupa sul futuro e l'Europa precipita verso la guerra. Nel 1956 - l'anno in cui Chruscëv denuncia i crimini di Stalin, la rivolta d'Ungheria è soffocata nel sangue e il Partito Comunista di Germania viene sciolto - Max Horkheimer prosegue l'amara diagnosi: «Il mondo è impazzito. L'intera storia dell'umanità non è altro che una falena attratta dalla luce, destinata inevitabilmente a bruciarsi». Eppure, proprio in questi momenti di buio, i due filosofi si ritrovano per discutere la stesura di un nuovo Manifesto, ispirato a quello del Partito Comunista. Rileggono Marx, per mostrare «che è possibile essere comunisti e al tempo stesso condannare i russi». Riflettono sulla storia come promessa di salvezza o come catastrofe, in un dialogo ideale con Walter Benjamin. Con uno slancio quasi teologico arrivano persino a ipotizzare che «andrà tutto bene». Ma a chi rivolgersi? Quale linguaggio adottare? Come ricucire il legame spezzato tra teoria e prassi? Tra aforismi, battute e intuizioni visionarie, i due francofortesi continuano a cercare una risposta, fino ad accarezzare l'idea di un appello per la fondazione di un nuovo partito. Le loro conversazioni del 1939 e del 1956 sono qui raccolte e tradotte per la prima volta in italiano, accompagnate da un ampio saggio di Nicola Emery che ne ricostruisce la genesi e ne illumina i temi centrali.