Libri di Ador
Bibliografia di Ador: tutti i libri in vendita online editi da Orthotes
Alban Berg. Il maestro della minima transizione Adorno Theodor W. Petazzi P. (Cur.) - Orthotes, 2019 - Ricercare
Il ritratto di Berg tracciato da Adorno in questo libro è diventato un classico della critica e dell'analisi musicale. Partendo dall'individuazione del «tono» di Berg, del «miscuglio di tenerezza, nichilismo e confidenza con la massima caducità» che lo caratterizza, Adorno chiarisce il significato del rapporto del compositore austriaco con l'eredità del passato, la complessità e ricchezza delle mediazioni e delle articolazioni che si addensano nella sua musica, gli aspetti radicali del pensiero di quello che definisce il «maestro della minima transizione». Aspetti che erano sfuggiti alle sterili e superate polemiche sulla posizione «regressiva» di Berg all'interno della Scuola di Vienna. E anche tali riserve trovano nella compiutezza della visione critica di Adorno adeguata risposta. Viene così affermata l'inseparabilità degli aspetti della poetica berghiana dalla personalità dell'uomo e del musicista.
La crisi dell'individuo Adorno Theodor W. Testa I. (Cur.) - Orthotes, 2025 - La Ginestra
La crisi del liberalismo e della famiglia borghese, gli esperimenti totalitari del nazionalsocialismo e del capitalismo di stato sovietico, l'avvento della società di massa e dell'industria culturale sono per Theodor W. Adorno momenti di una grande trasformazione, destinata ad abbattere la struttura psicologica tradizionale del soggetto autonomo. La disarticolazione dell'esistenza singolare è così la chiave per decifrare le patologie sociali del presente e per delineare i tratti del nuovo tipo umano in formazione. Gli scritti qui raccolti - saggi, abbozzi e frammenti inediti composti tra il 1940 e il 1954 - documentano come le meditazioni di Adorno sulla crisi dell'individuo e sulla distruzione dell'esperienza si intreccino con il progetto di una «nuova antropologia» che faccia i conti con la metamorfosi biopolitica in atto. Nel mondo delle grandi organizzazioni i dispositivi di amministrazione della vita plasmano sempre più dall'interno il soggetto sin nel suo elemento naturale. Di tale mutazione è segno la centralità del corpo nudo che si manifesta in fenomeni diversi ma convergenti quali l'estetica mortuaria del fascismo, la fisicità anestetizzata del cinema, l'igiene sportiva di massa. Ma questo profondo rivolgimento non comporta solo la liquidazione della vecchia forma di vita e della struttura monadica dell'io. La crisi è anche l'occasione per un ripensamento ex novo dell'individualità sia nel suo potenziale critico - quale pietra d'inciampo e momento di resistenza al dominio - sia nel suo ruolo creativo di forme inedite di azione solidale.