Libri di Albonico
Bibliografia di Albonico: tutti i libri in vendita online editi da Ibis
Due maestri e un amico. Tra storia della letteratura e filologia Albonico Simone - Ibis, 2024 - Scuola Italiana
I saggi qui raccolti presentano tre figure in diverso modo legate alla scuola universitaria umanistica pavese: o per avervi lasciato una traccia duratura nonostante la breve presenza (Domenico De Robertis, 1921-2011, che vi insegnò letteratura italiana dal 1964 al 1967), o per averla frequentata da studente e poi illustrata da docente (Giuseppe Mazzocchi, 1960-2017, ispanista di rango), o per averne influenzato profondamente il profilo scientifico e culturale attraverso un magistero esercitato e accolto nel tempo con un fervore, una cordialità e una continuità del tutto speciali (lo storico della letteratura Carlo Dionisotti, 1908-1998). Mentre la premessa rievoca il clima in cui si svolgeva la formazione letteraria a Pavia negli anni Settanta e Ottanta, e il ruolo che nel mantenerlo vivo ebbero docenti come Cesare Bozzetti, i saggi affrontano aspetti specifici ma tutti centrali nell'attività dei tre studiosi: le ricerche su Machiavelli di Dionisotti, la grande impresa dell'edizione critica delle rime di Dante portata a compimento da De Robertis attraverso una poderosa indagine durata quasi mezzo secolo, e il ruolo decisivo della critica del testo nella vasta attività di Mazzocchi. Figure apparentemente molto diverse che hanno però condiviso una solida radice filologica, chiave indispensabile per la comprensione dei fatti storici e abito scientifico e personale assunto per vocazione intima e mai dismesso.
Puppa-tick. La bambina nei crepacci Albonico Giorgio - Ibis, 2011 - Minimalia
"Un libro semplice e terribile al tempo stesso, questo "Puppa-tick" di Giorgio Albonico", dice Vincenzo Guarracino nel presentare il volume, "semplice, per la sua struttura: un memoriale, accompagnato come si conviene a tutti i testi "ritrovati" da una conveniente e circostanziata introduzione e motivazione. Terribile, per la vicenda che vi si narra, una storia condensata in pochi giorni, che mette in gioco sentimenti essenziali, vissuti con straziante intensità". Il racconto prende lo spunto da un fatto veramente accaduto: nel 1940, al passo dello Stelvio, una bambina, sciando, finì in un crepaccio. Questo fatto di cronaca diventa il pretesto per una riflessione, intensa e partecipata, sulla vita e sulla morte, sugli affetti familiari, sui ricordi e sul loro valore. La scrittura, sempre efficace e coinvolgente, si adatta alla forte tensione della storia, ma riesce anche a cogliere la dimensione affettiva e la delicatezza dei ricordi, presentati attraverso alcuni squarci che ripropongono i momenti felici del passato.